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Mietta si racconta: Ho rinunciato a Domenica In e a James Bond per gli attacchi di panico

today19 Gennaio 2026 2

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Un’intervista intensa, intima e per molti versi sorprendente. Ospite di Da noi… a ruota libera, condotto da Francesca Fialdini, Mietta ha ripercorso la sua carriera raccontando per la prima volta, senza filtri, le fragilità che l’hanno accompagnata nel momento del massimo successo.

Non solo musica, ma scelte difficili, rinunce clamorose e un gesto di grande rispetto verso una collega che ha segnato la storia della canzone italiana: Mia Martini.


«Per avere me è una lettera d’amore a me stessa»

Mietta entra in studio cantando Per avere me, il suo nuovo brano. Non una semplice presentazione discografica, ma una dichiarazione di consapevolezza:
«È una lettera d’amore a me stessa. Racconta ciò che siamo tutte: forti, determinate, ma anche fragili».

Una fragilità che per lei ha avuto un nome preciso: attacchi di panico, esplosi quando il successo di Vattene amore era al culmine e la pressione mediatica diventava ingestibile.


Gli attacchi di panico e il successo troppo precoce

«Ero giovanissima e non riuscivo a gestire quello che mi stava succedendo», racconta.
«All’epoca non se ne parlava. Gli attacchi di panico hanno rallentato molti momenti della mia vita. Poi ho fatto terapia e ho imparato a conviverci».

Negli anni Novanta, quando la salute mentale era ancora un tabù, tutto questo significava silenzio, solitudine e rinunce.


I “no” clamorosi: Domenica In e James Bond

Tra le rivelazioni più sorprendenti dell’intervista, anche alcune occasioni mancate per scelta obbligata:
«Nel pieno della popolarità mi proposero Domenica In. Dissi no. Non ero pronta».

Ma c’è di più. Mietta svela un retroscena internazionale rimasto finora nell’ombra:
«Mi volevano come Bond girl. Ma per la mia condizione psicologica non ce l’ho fatta».

Un rifiuto che oggi pesa come la prova di quanto un successo arrivato troppo presto possa diventare un peso, invece che un trampolino.


Il ricordo di Pippo Baudo

Nel racconto trova spazio anche Pippo Baudo, figura centrale dei suoi esordi:
«Aveva una cultura vastissima ed era un grande stacanovista. Ma ti lasciava essere ciò che desideravi, dandoti consigli senza invadere».

Un mentore capace di accompagnare, in un mondo che spesso non ammette fragilità.


Recitazione, autoironia e Kevin Spacey

Oggi Mietta guarda avanti. Parla con entusiasmo della serie Minimarket e del suo amore per la recitazione.
Con autoironia racconta anche un aneddoto:
«Ho ballato con Kevin Spacey. Mi ero preparata delle battute in inglese, ma quando l’ho visto mi è preso il panico. Non ho detto una parola».


«Almeno tu nell’universo era di Mia Martini»

Il momento più toccante arriva quando Mietta racconta una scelta che dice molto del suo modo di stare nella musica:
«Quando mi proposero Almeno tu nell’universo capii subito che era una canzone scritta per lei. Avevo 19 anni e non me la sono sentita di togliergliela».

Una decisione presa per rispetto, amore e gratitudine verso Mia Martini:
«Mi sono fatta da parte per un’artista immensa».


Una carriera fatta anche di silenzi

Il racconto di Mietta ribalta l’immagine della popstar sempre sotto i riflettori e restituisce il ritratto di una donna che ha scelto, quando necessario, di fermarsi per salvarsi.

Perché a volte, anche nel mondo dello spettacolo, farsi da parte è un atto di forza.

Scritto da: Fina Leocata

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