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Artemis II: il ritorno dell’uomo verso la Luna dopo oltre 50 anni

today2 Aprile 2026 3

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Dopo oltre mezzo secolo l’umanità è tornata a compiere un passo che sembrava appartenere ormai alla storia perché con la missione Artemis II si riapre ufficialmente la strada verso lo spazio profondo interrotta alla fine del programma Apollo program. Per più di cinquant’anni l’uomo si è limitato a orbitare attorno alla Terra senza mai spingersi davvero oltre mentre oggi quella parentesi si chiude e la Luna torna a essere una meta concreta.

Non è solo un lancio ma un cambio di epoca perché segna il ritorno della presenza umana oltre l’orbita terrestre e l’inizio di una nuova fase dell’esplorazione spaziale.

 Il problema tecnico che ha fermato il countdown

Il percorso verso il decollo non è stato lineare perché nelle fasi finali è emerso un problema tecnico legato al sistema di terminazione del volo cioè quel dispositivo fondamentale che consente di distruggere il razzo in caso di deviazione dalla traiettoria evitando rischi per le aree sorvolate. Si tratta di un sistema cruciale senza il quale il lancio non può essere autorizzato.

La NASA ha immediatamente bloccato la procedura scegliendo la linea della massima sicurezza senza compromessi mentre gli astronauti erano già pronti a bordo della capsula Orion e il mondo seguiva con il fiato sospeso.

Gli ingegneri hanno lavorato per ore individuando una procedura alternativa che permettesse di verificare completamente il sistema e solo dopo un esito positivo è arrivato il via libera anche se è stato necessario un rinvio di undici minuti per completare tutte le verifiche con precisione assoluta.

 Il decollo e l’inizio della missione

Alle 00.35 italiane dal Kennedy Space Center il razzo Space Launch System si è sollevato nel cielo con una potenza mai vista per una missione con equipaggio segnando l’inizio ufficiale del viaggio.

A bordo quattro astronauti destinati a entrare nella storia cioè Reid Wiseman al comando Victor Glover come pilota Christina Koch e Jeremy Hansen come specialisti di missione.

Dopo circa otto minuti il primo stadio si è separato correttamente e la capsula Orion ha dispiegato i pannelli solari entrando nella fase operativa del volo mentre la Terra iniziava lentamente a diventare un punto sempre più lontano.

 I test nello spazio profondo

La missione durerà dieci giorni e non prevede un allunaggio ma rappresenta un passaggio fondamentale perché serve a dimostrare che l’uomo può tornare a navigare nello spazio profondo in sicurezza. Dopo una prima orbita terrestre Orion eseguirà una serie di manovre che porteranno la capsula su traiettorie sempre più ampie mentre gli astronauti verificheranno tutti i sistemi e testeranno anche il controllo manuale della navicella.

Si tratta di prove essenziali perché in futuro queste stesse manovre serviranno per attraccare a moduli lunari e permettere il ritorno sulla superficie della Luna.

 Una missione tra storia e geopolitica

Artemis II non è soltanto tecnologia ma anche simbolo di una nuova fase perché Victor Glover è il primo afroamericano a lasciare l’orbita terrestre Christina Koch sarà la prima donna a spingersi così lontano e Jeremy Hansen rappresenta il primo canadese in una missione lunare.

Dietro questi traguardi c’è però anche una realtà più concreta perché lo spazio è tornato a essere un terreno di competizione globale con gli Stati Uniti impegnati a tornare sulla Luna prima di altri attori internazionali puntando in particolare al Polo Sud lunare dove si ipotizza la presenza di ghiaccio fondamentale per la sopravvivenza e la produzione di risorse.

 Il futuro del programma Artemis

Questa missione è solo il primo passo di un progetto più ampio che porterà nuovamente l’uomo a camminare sulla Luna grazie anche al contributo di aziende private come SpaceX e Blue Origin con l’obiettivo non solo di arrivare ma di restare in modo stabile e costruire una presenza umana duratura.

 Anche nello spazio nulla è banale

Nonostante il successo del lancio la missione ha già mostrato quanto lo spazio sia un ambiente complesso perché nelle prime ore è stato segnalato un piccolo problema al sistema bagno della capsula un dettaglio apparentemente secondario ma che dimostra come ogni elemento sia fondamentale quando si vive e si lavora nello spazio.

Artemis II rappresenta quindi molto più di una missione perché è l’inizio concreto di una nuova era in cui la Luna torna a essere una destinazione reale e non più soltanto un ricordo del passato.

Scritto da: Fina Leocata

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