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Nomad Family: la storia di Katia Smiraglia che con il suo van e i figli gira il mondo in libertà

today20 Ottobre 2025 17

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La Nomad Family di Katia Smiraglia: una vita on the road

Per Katia Smiraglia e la sua famiglia la libertà non è un sogno, ma uno stile di vita. Da nove anni lei, il compagno Ale Perego e i loro tre figli viaggiano per il mondo a bordo di un van. Niente casa fissa, niente routine, ma esperienze, natura e scoperta continua.

«Non abbiamo una casa, non solo intesa come quella in mattoni. Il nostro essere nomadi è proprio non avere un luogo fisso», racconta Katia. Per lei la famiglia non è un indirizzo, ma un legame: «La famiglia sono le persone, ovunque esse si trovino».

Così è nata la loro Nomad Family, una vita in movimento che li ha portati a esplorare decine di Paesi e a trasformare il viaggio in quotidianità.

Dall’adolescenza in America alla vita in van

Il desiderio di scoprire il mondo nasce presto: a 16 anni Katia vola negli Stati Uniti per uno scambio culturale. Da lì inizia un lungo viaggio tra California, Sud America, Asia, Medio Oriente e Australia.

Dopo aver conosciuto Ale, per un periodo prova una vita “stabile”, con casa e lavoro. Ma quella routine non le appartiene. «Ero infelice, chiusa in una gabbia», racconta. È stato proprio Ale a spronarla a riprendere il viaggio — questa volta tutti insieme, come famiglia.

Oggi vivono secondo la filosofia van life, spostandosi da un continente all’altro, scegliendo come “base” luoghi che amano, come Tarifa e Fuerteventura, paradisi del vento e del surf.

Come si mantengono i nomadi digitali

La domanda più frequente è: “Come si fa a vivere così?”
All’inizio si mantenevano con lavoretti stagionali, ma oggi lavorano entrambi in smart working: Katia come scrittrice freelance, Ale come grafico e designer.

Le loro priorità sono chiare: esperienze, non cose. «Preferiamo spendere 150 euro per una lezione di kitesurf ai bambini piuttosto che per una cena al ristorante», spiega Katia.

Mangiano spesso all’aperto, anche davanti a un supermercato, e vivono ogni giorno con semplicità, scegliendo la ricchezza del tempo rispetto al possesso.

Educazione alternativa e niente social per i bambini

I loro tre figli – di 12, 8 e 3 anni – non frequentano la scuola tradizionale. L’apprendimento avviene attraverso esperienze dirette, curiosità e contatti con persone incontrate lungo il cammino. Quando serve, si affidano a esperti locali o insegnanti privati, ma sempre seguendo l’interesse naturale dei bambini.

E niente social network: «Non hanno i social, né il telefono. Se devono cercare qualcosa su Google usano il nostro», dice Katia.
Nessuna demonizzazione della tecnologia, ma un approccio consapevole. «Se serve lo smartphone glielo diamo, ma semplicemente non ne sentono il bisogno».

Le loro giornate iniziano con la luce del sole, non con la sveglia. I bambini giocano, fanno surf, skate e sport all’aria aperta, e imparano che la vera libertà è vivere il presente.

Libertà, semplicità e famiglia: la filosofia Nomad Family

La storia di Katia Smiraglia e della sua Nomad Family è un invito a ripensare il concetto di casa e di felicità.
Non servono mura per sentirsi al sicuro: basta avere accanto chi si ama e la voglia di scoprire il mondo.

Tra natura, viaggi e nuove culture, la loro è una vita autentica e consapevole, dove il tempo è la vera ricchezza e la famiglia è ovunque ci sia amore.

Scritto da: Fina Leocata

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