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A Padova il caffè costa solo 50 centesimi, ma devi portare la tazzina da casa

today21 Ottobre 2025 14

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Bere un caffè al bar è sempre stato un piccolo piacere quotidiano, ma con i rincari degli ultimi anni sta diventando un lusso per molti.
A Padova, però, c’è chi ha deciso di cambiare le regole: al Bar da Giulia, in via del Commissario 32, il caffè costa solo 50 centesimi.
C’è però una condizione: bisogna portarsi la tazzina da casa.

L’idea di Lina Oldrati

La titolare, Lina Oldrati, ha introdotto questa formula da un paio di settimane nell’attività di famiglia, nel quartiere Crocifisso.
Un gesto semplice, ma dal forte significato sociale:

«L’ho fatto per non lasciare che il caffè diventi un lusso per pochi», spiega Lina.

L’iniziativa sta riscuotendo grande successo e molti clienti hanno accolto con entusiasmo la novità, riconoscendo il valore di un’idea tanto pratica quanto solidale.

Meno costi per il bar, più risparmio per i clienti

Il vantaggio è doppio: il cliente paga di meno e il bar riduce i costi di gestione.

«Vendere il caffè a 50 centesimi, con questa modalità, permette di caricare meno la lavastoviglie e risparmiare energia e acqua», racconta Lina.

Negli ultimi anni il prezzo della materia prima è quasi raddoppiato:
un chilo di caffè che prima costava 17 euro, oggi arriva a 35, mentre il decaffeinato è schizzato fino a 45 euro al chilo.
Per questo il prezzo dell’espresso al banco è passato da 1,20 a 1,40 euro, e presto potrebbe salire a 1,50.

La regola: solo espresso, niente bicchierini di plastica

La promozione vale solo per il caffè espresso semplice.
Non sono ammessi cappuccini, corretti o caffè al ginseng.
E la tazzina deve essere rigorosamente di ceramica — non bicchierini di carta o plastica.

«Prima di preparare il caffè, igienizzo sempre la tazzina con vapore e acqua bollente», precisa la barista, che punta anche alla sostenibilità ambientale oltre al risparmio economico.

Un piccolo gesto che fa riflettere

L’iniziativa di Padova è un esempio concreto di come creatività e buon senso possano andare d’accordo con la crisi.
Un modo per dire che il caffè — simbolo dell’Italia — non deve diventare un lusso, ma restare un piacere accessibile a tutti.

Scritto da: Fina Leocata

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