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Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti blocca il progetto: «No al visto di legittimità». Meloni: «Invasione di campo dei giudici»

today30 Ottobre 2025 14

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Nuovo stop per il Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei Conti ha deciso di non concedere il visto di legittimità alla delibera Cipess che, lo scorso agosto, aveva approvato il progetto definitivo dell’opera.
Una decisione arrivata al termine di una lunga camera di consiglio e che apre un nuovo capitolo in una vicenda che divide politica e opinione pubblica da anni.

Le motivazioni saranno pubblicate entro 30 giorni con un’apposita deliberazione, ma la notizia ha già acceso il dibattito politico.

Le motivazioni della Corte dei Conti

Nel provvedimento i magistrati contabili hanno sollevato dubbi su diversi aspetti del progetto, tra cui:

  • la copertura economica complessiva;

  • la congruità delle stime di traffico;

  • il rispetto delle normative ambientali e antisismiche;

  • la coerenza con le regole europee, che vietano il superamento del 50% dei costi originari.

Al centro della discussione anche la competenza del Cipess, ritenuto da alcuni giudici un organo a prevalente natura politica.

Salvini: «Decisione politica, ma andiamo avanti»

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha definito la decisione della Corte dei Conti «un grave danno per il Paese».

«Sembra una scelta politica più che un giudizio tecnico. Non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora. Il Ponte sullo Stretto è un progetto sostenuto anche dall’Europa, capace di creare sviluppo e migliaia di posti di lavoro. Andremo avanti con determinazione».

Meloni: «Atto di invasione della giurisdizione»

Durissima la reazione della premier Giorgia Meloni, che parla di ennesima invasione di campo dei giudici contabili nelle scelte del Governo e del Parlamento.

«I ministeri e la Presidenza del Consiglio hanno fornito risposte puntuali a tutti i rilievi. Una delle censure riguardava perfino la trasmissione di documenti tramite link, come se si ignorasse l’esistenza dei computer», ha dichiarato la premier.

Meloni ha aggiunto che le riforme della giustizia e della Corte dei Conti, ora in discussione al Senato, saranno la risposta più adeguata a questa “intollerabile invadenza”.

Tajani: «Non spetta alla magistratura decidere sulle opere strategiche»

Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso perplessità sulla decisione:

«Non è accettabile che la magistratura contabile stabilisca quali opere debbano essere realizzate. La scelta della Corte dei Conti è sconcertante e arriva proprio mentre il Parlamento discute la riforma della giustizia. Il Governo andrà avanti».

Cosa succede ora

Nonostante il parere negativo della Corte dei Conti, il Governo può comunque decidere di proseguire.
La legge prevede infatti che, in caso di mancata registrazione, il Consiglio dei Ministri possa deliberare la prosecuzione del progetto se ritiene che risponda a un interesse pubblico superiore.

Il futuro del Ponte sullo Stretto di Messina resta dunque aperto: la decisione finale spetterà all’esecutivo, che ha già annunciato di voler difendere l’opera come infrastruttura strategica per il Paese.

Scritto da: Fina Leocata

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