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Istat: boom dei prezzi alimentari dal 2021, una famiglia con due figli spende 250 euro in più all’anno

today14 Novembre 2025 31

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Il costo del cibo continua a crescere in Italia. Secondo gli ultimi dati Istat, a settembre 2025 i prezzi degli alimenti sono aumentati del 26,8% rispetto a ottobre 2021, con rincari più forti per i prodotti vegetali (+32,7%), latte, formaggi e uova (+28,1%) e pane e cereali (+25,5%).

Gli alimentari freschi o non lavorati hanno subito aumenti più alti (+26,2%) rispetto a quelli lavorati (+24,3%). L’inflazione alimentare, dunque, resta una delle principali voci di spesa che pesano sui bilanci delle famiglie italiane.

Prezzi del cibo in crescita costante dal 2021

Secondo l’Istat, la crescita dei prezzi ha preso avvio nella seconda metà del 2021, subendo una forte accelerazione nel 2022 e nel 2023. Anche se nel 2025 i tassi sono più contenuti, il trend rimane in rialzo.
Da ottobre 2021 a ottobre 2025, il costo dei beni alimentari è salito complessivamente del 24,9%, quasi otto punti percentuali in più rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%).

Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, denuncia:

“L’inflazione legata ai beni alimentari supera ormai quella generale. Mentre a ottobre i prezzi scendevano dello 0,3%, il cibo e le bevande analcoliche aumentavano dello 0,2%. Su base annua, una coppia con due figli spende 250 euro in più per mangiare e bere”.

Gli alimenti più rincarati

Tra i prodotti che hanno registrato i rincari più significativi nell’ultimo mese ci sono:

  • Cioccolato: +2,7%

  • Gelati: +2,6%

  • Cacao e cioccolato in polvere: +2,1%

  • Caffè: +21,1% rispetto al 2024

  • Carne bovina: +7,9%

  • Uova: +7,2%

  • Burro: +6,7%

  • Riso: +4,6%

“Fare la spesa è diventato un lusso”, commenta Dona, sottolineando come l’aumento dei prezzi colpisca in modo particolare le famiglie con figli e redditi medio-bassi.

Il confronto con l’Europa

Il fenomeno non riguarda solo l’Italia. Secondo l’Istat, nell’arco di quattro anni i prezzi alimentari sono aumentati:

  • del 29% nell’area euro

  • del 32,3% nella Ue a 27

  • del 32,8% in Germania

  • del 29,5% in Spagna

  • del 23,9% in Francia

Il rincaro del cibo è dunque un effetto comune in Europa, con differenze legate ai mercati energetici e ai costi di produzione agricola.

Le cause: guerra, clima e materie prime

L’Istat attribuisce l’aumento eccezionale dei prezzi alimentari a una combinazione di fattori esterni.
Dal 2021, la ripresa economica post-pandemia ha fatto salire la domanda globale, spingendo verso l’alto i prezzi internazionali delle materie prime alimentari. A questo si sono aggiunte le difficoltà logistiche, le condizioni meteorologiche avverse e, dal 2022, gli effetti della guerra in Ucraina e delle sanzioni alla Russia.

Il blocco delle importazioni di gas naturale ha fatto lievitare i costi energetici, che a loro volta hanno inciso sulla produzione e sul trasporto di beni alimentari, determinando la spirale inflazionistica che ancora oggi colpisce il carrello della spesa.

Scritto da: Fina Leocata

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