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Bambini tolti ai genitori che vivevano nel bosco: il papà Nathan si difende

today21 Novembre 2025 19

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La storia della famiglia che viveva nei boschi di Palmoli (Chieti) continua a far discutere.
Con una decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, i tre figli di Catherine Brimingham e Nathan Trevallion sono stati allontanati e trasferiti in una comunità educativa. Una scelta definita “necessaria” dai giudici, ma vissuta come un trauma dai genitori.

A parlare pubblicamente è Nathan, il padre dei bambini, che in un’intervista a Il Centro esprime dolore e incredulità.

La rabbia del papà: «Ci hanno tolto tutto in un attimo»

«Mi sento totalmente vuoto», dice Nathan, sconvolto dall’allontanamento improvviso dei figli.

«È un’ingiustizia. Perché togliere i bambini da un luogo dove erano felici? Vivevamo nella natura, sereni. Ora hanno distrutto la vita di cinque persone».

L’uomo racconta anche la sofferenza dei figli:

«Sono stati portati via velocemente, costretti a dormire in un posto che non conoscono. Hanno avuto paura e sofferto».

L’intervista completa andrà in onda su Rete8 nel programma Zoom, storie del nostro tempo.

Il legale: «Faremo ricorso, nella sentenza ci sono falsità»

L’avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, annuncia battaglia legale:

«Non si commentano i provvedimenti, si impugnano. E noi faremo ricorso».

Secondo il legale, la sentenza conterrebbe imprecisioni:

  • i giudici contestano la mancanza di autorizzazione per l’home schooling,

  • viene ritenuto non valido l’attestato della figlia maggiore per il passaggio alla classe terza,

  • ma per l’avvocato questi documenti esistono e sono protocollati.

«C’è stato un cortocircuito», afferma Angelucci.

Chi sono i genitori: una vita alternativa e internazionale

La coppia è composta da:

  • Catherine Brimingham, 45 anni, australiana con passaporto maltese

  • Nathan Trevallion, 51 anni, britannico

Lei è un’ex cavallerizza professionista, istruttrice di equitazione in Germania e Giappone.
Lui è stato chef e imprenditore nel settore dei mobili di pregio.

Si sono conosciuti nel 2016 a Bali:

«Abbiamo iniziato a passeggiare sulla spiaggia con i nostri sette cani. Giorno dopo giorno ci siamo innamorati».

Nel 2016 si sono trasferiti in Italia, prima a Teramo, dove è nata la loro primogenita, poi nei boschi di Palmoli.

Perché avevano scelto di vivere nei boschi

La scelta di una vita alternativa è arrivata nel 2021.

«Volevamo crescere i nostri figli lontani dalla tossicità della società occidentale e dalla tecnologia».

Sostengono di aver insegnato ai bambini:

  • rispetto per la natura,

  • conoscenza di culture e religioni diverse,

  • libertà e consapevolezza ambientale.

Una visione educativa “non convenzionale” che, secondo i genitori, li rendeva una famiglia felice.

Un caso che divide l’opinione pubblica

La decisione del tribunale ha aperto un intenso dibattito su:

  • limiti dell’istruzione parentale,

  • diritti dei minori,

  • legittimità delle scelte educative alternative,

  • interventi dei servizi sociali.

Nel frattempo i bambini restano in comunità, mentre i genitori attendono l’esito del ricorso.

Scritto da: Fina Leocata

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