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«Posso farti parlare con i morti»: finta sensitiva raggira donne fragili sui social. Sedute online da 700 euro

today22 Novembre 2025 11

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La truffa della sedicente sensitiva che prometteva contatti con l’aldilà

Prometteva di mettere in contatto i vivi con i loro cari defunti, organizzando sedute spiritiche online in diretta. In realtà, secondo le denunce, era tutto un inganno. Una finta sensitiva è stata segnalata alla Procura di Napoli da cinque donne provenienti da Italia, Svizzera e Germania, tutte vittime di un raggiro costruito sulla fragilità emotiva e sul dolore per la perdita di una persona cara.

Le donne, tutte in momenti di forte vulnerabilità, credevano davvero di parlare con i propri defunti. Dietro la promessa mistica, però, si nascondeva una truffa organizzata e molto redditizia.

Sedute spiritiche online fino a 700 euro a sessione

Secondo quanto ricostruito dalle vittime e dall’associazione “La Battaglia di Andrea”, che ora le assiste legalmente, le sedute avvenivano tramite dirette streaming sui social.

La falsa sensitiva:

  • chiedeva donazioni digital in cambio del contatto con l’aldilà

  • convertiva immediatamente i pagamenti in contanti

  • imponeva offerte crescenti durante la diretta

  • arrivava a chiedere fino a 700 euro per una sola sessione

Accanto a lei operava un gruppo di moderatrici, che controllavano le partecipanti e intimidivano chi smetteva di pagare o mostrava dubbi.

Voci finte e manipolazioni emotive

Per rendere più credibile la messinscena, la sedicente medium avrebbe:

  • riprodotto voci contraffatte per simulare i defunti

  • coinvolto la figlia per imitare presenze e rumori

  • utilizzato tecniche di manipolazione emotiva

  • messo alla berlina pubblicamente chi non si sottometteva alle sue richieste

Le testimonianze parlano di pressioni psicologiche pesanti, lacrime e umiliazioni in diretta.
«Eravamo convinte di parlare con i nostri cari», racconta una delle donne truffate.

Il dettaglio inquietante: si fingeva psicologa e operatrice antiviolenza

Uno degli elementi più gravi della vicenda è la falsa identità professionale della donna. La presunta sensitiva si sarebbe presentata anche come:

  • psicologa

  • operatrice in un centro antiviolenza

Titoli che avrebbero automaticmente abbassato le difese delle interlocutrici, spesso già segnate da lutti o storie personali difficili.
Una patina di credibilità che, secondo gli inquirenti, le ha permesso di ottenere fiducia e denaro senza troppe resistenze.

L’indagine della Procura di Napoli

La Procura ha aperto un’inchiesta per:

  • truffa aggravata

  • abuso di professione

  • eventuali reati collegati alla manipolazione psicologica

Intanto, altre possibili vittime stanno emergendo in tutta Europa, raccontando dinamiche simili: dirette social, promesse di contatti con l’aldilà, richieste economiche insistenti.

Una vera truffa del dolore, costruita sulla disperazione di chi vorrebbe, almeno per un istante, ritrovare qualcuno che non c’è più.

Scritto da: Fina Leocata

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