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Educazione sessuo-affettiva nella scuola dell’infanzia: a Genova parte il progetto sperimentale per 300 bambini

today11 Dicembre 2025 9

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A Genova partirà da gennaio 2026 un innovativo progetto di educazione sessuo-affettiva nella scuola dell’infanzia, rivolto a circa 300 bambini tra i 3 e i 5 anni. Un’iniziativa che sta facendo discutere, ma che nasce da un presupposto chiaro: i bambini sono più consapevoli di quanto pensiamo, vivono immersi nei contenuti digitali e spesso ricevono informazioni distorte o incomplete. La scuola e le famiglie possono invece diventare un contesto sicuro per accompagnarli nella conoscenza del proprio corpo, delle emozioni e delle relazioni.

Perché introdurre l’educazione sessuo-affettiva già nella scuola dell’infanzia?

Molti genitori pensano che i bambini non siano pronti a questo tipo di educazione. In realtà, secondo le evidenze pedagogiche, proprio nei primi anni si gettano le basi della consapevolezza del corpo, dell’identità personale e della gestione emotiva.
L’obiettivo non è “parlare di sesso”, ma:

  • riconoscere e rispettare il proprio corpo

  • imparare a esprimere emozioni e bisogni

  • accettare le differenze

  • sviluppare un senso di protezione e di confine personale

Tutti elementi che, nel lungo periodo, possono contribuire alla prevenzione di abusi e comportamenti disfunzionali.

Il progetto nelle scuole dell’infanzia di Genova

L’iniziativa, presentata a Palazzo Tursi durante la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, coinvolgerà quattro scuole comunali dell’infanzia:

  • Santa Sofia (centro storico)

  • Firpo (Sampierdarena)

  • Mazzini (Sampierdarena)

  • Monticelli (Lagaccio)

Saranno coinvolti circa 300 bambini, con laboratori e attività pensate in modo completamente adeguato alla loro età.

Il progetto è stato sviluppato insieme ai centri antiviolenza Mascherona e Per non subire violenza, e non avrà un impatto significativo sul bilancio pubblico.

Il ruolo fondamentale delle famiglie

Uno degli elementi più apprezzati del progetto è il coinvolgimento diretto dei genitori, che sono stati informati e hanno approvato i contenuti.
La formazione affronterà temi come:

  • percezione e confini del corpo

  • identità personale e relazionale

  • gestione delle emozioni

  • valorizzazione delle differenze

In molte scuole genovesi esistono già esperienze spontanee di educazione affettiva e relazionale. Questa iniziativa punta invece a creare un percorso strutturato e ufficiale, integrato nel progetto educativo della città.

Contrastare la violenza partendo dall’infanzia

Il Comune di Genova sottolinea come l’educazione sessuo-affettiva possa essere un investimento culturale fondamentale per il futuro. Lavorare sulle emozioni e sulla consapevolezza corporea nei primi anni significa agire sulle cause, non solo sugli effetti della violenza.

La scuola, insieme alla famiglia, può diventare un luogo di crescita affettiva, di rispetto e di autonomia, con un approccio che rispecchia i bisogni dei nativi digitali.

Un modello che potrebbe fare scuola in Italia

Il progetto genovese potrebbe diventare un esempio per altre città italiane, aprendo la strada a un nuovo modo di intendere l’educazione già nella prima infanzia.
Un modello che unisce:

  • competenze pedagogiche

  • prevenzione

  • coinvolgimento delle famiglie

  • rispetto delle età evolutive

  • dialogo tra scuola e territorio

Un passo concreto verso una scuola che non forma solo alunni, ma futuri adulti consapevoli, rispettosi e in grado di vivere relazioni sane.

Scritto da: Fina Leocata

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