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Eredità da 3 milioni lasciata alla badante: il caso di Lido Frediani e il “dispetto ai parenti”

today12 Dicembre 2025 26

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La storia dell’eredità di Lido Frediani che ha sconvolto i familiari

La vicenda dell’eredità di Lido Frediani, chimico di fama internazionale, è diventata uno dei casi più discussi degli ultimi anni. Nel suo testamento, redatto nel 2019, l’uomo ha lasciato quasi tutto il patrimonio – circa 3 milioni di euro – alla sua badante, assunta da appena venti giorni. Una scelta che ha immediatamente insospettito i parenti, convinti di un possibile raggiro.

Dopo la morte di Frediani, avvenuta nel 2020 all’età di 92 anni, si è aperto un duro scontro legale. La badante e il marito erano stati inizialmente condannati in primo grado a 4 anni e 4 mesi di reclusione, oltre al pagamento di circa 700 mila euro tra provvisionali e spese legali. Tuttavia, la realtà emersa in appello ha completamente ribaltato la situazione.

Perché Lido Frediani ha escluso i parenti dal testamento

Secondo la ricostruzione fatta in Corte d’Appello, la decisione di destinare l’eredità alla badante non sarebbe frutto di manipolazione, ma di un profondo astio nei confronti dei familiari.

Dopo una serie di problemi di salute – la frattura del femore e diverse ischemie – Frediani non era più autosufficiente. Aveva chiesto aiuto a una cugina e a un nipote, ma entrambi si sarebbero rifiutati di ospitarlo, proponendogli al massimo:

  • l’assunzione di una badante,

  • pasti consegnati a casa,

  • il ricovero in una struttura.

Sentendosi abbandonato, avrebbe quindi deciso di cancellare il nipote dalle sue ultime volontà.

Un testamento come “vendetta” contro i familiari

Numerosi amici e conoscenti hanno confermato che Frediani aveva manifestato chiaramente il suo rancore verso i parenti. Non li voleva vedere, al punto da far installare un videocitofono per controllare chi bussasse alla porta.

La Corte d’Appello di Torino ha evidenziato che:

  • Frediani era capace di intendere e di volere;

  • la badante aveva ottime referenze e lavorava lì da soli cinque giorni al momento della stesura del testamento;

  • il marito della donna, carabiniere, non frequentava la casa dell’anziano.

Tutti elementi incompatibili con l’ipotesi di circonvenzione.

La conclusione dei giudici è chiara: non un raggiro, ma un dispetto deliberato ai parenti con cui aveva litigato.

La decisione della Corte d’Appello

La sentenza ha assolto la badante e il marito, riconoscendo che il testamento rispecchiava la volontà autentica di Frediani. Nessuna manipolazione, nessuna pressione: l’eredità da 3 milioni di euro è stata destinata alla donna come gesto preciso e lucido dell’anziano.

Un caso che riaccende il dibattito sui rapporti familiari, sulla solitudine degli anziani e sulla libertà testamentaria.

Scritto da: Fina Leocata

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