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Mago si impianta un microchip nella mano ma dimentica la password: l’incredibile storia di Zi Teng Wang

today20 Dicembre 2025 24

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Un trucco di magia può sorprendere, divertire… oppure trasformarsi in un piccolo incubo tecnologico. È ciò che è accaduto a Zi Teng Wang, prestigiatore e scienziato con un dottorato in biologia cellulare molecolare, che ha deciso di portare la magia a un nuovo livello facendosi impiantare un microchip nella mano.
L’obiettivo? Stupire il pubblico. Il risultato? Essere “tagliato fuori dalla tecnologia del proprio corpo”.

Un microchip Rfid sottopelle per controllare gli smartphone

Il dispositivo impiantato da Zi era un microchip Rfid (Radio-Frequency Identification), programmato per connettersi allo smartphone di uno spettatore durante lo show. Una trovata futuristica e spettacolare… almeno nelle intenzioni.

Quando però il trucco non ha funzionato come sperato, il mago-scienziato ha iniziato a modificare il chip più volte, trasformandolo addirittura in un link che mostrava un meme personale.

Il problema: il mago dimentica la password

Il colpo di scena arriva quando Zi tenta di aggiornare nuovamente il link:
non ricordava più la password del microchip.

«Sono tagliato fuori dalla tecnologia del mio corpo… È fastidioso ma esilarante», ha raccontato al Corriere della Sera. Ora sta tentando di recuperare l’accesso con vari metodi, ma al momento senza successo.

Non è il solo: la community dei biohacker cresce

Zi non è un caso isolato. Nel mondo esiste una vera e propria community di appassionati di biohacking, persone che impiantano chip sottopelle per sperimentare nuove forme di interazione uomo-macchina.

Ogni anno si ritrovano in California per il Grindfest, un festival che celebra la fusione tra tecnologia e corpo umano:

  • laser che escono dagli occhi,

  • dita digitali che aprono serrature,

  • impianti NFC/Rfid per controllare dispositivi elettronici.

Il fenomeno è in crescita e include anche progetti molto più complessi, come quelli di Neuralink, fondata da Elon Musk. Al momento, l’azienda ha impiantato chip cerebrali a 12 pazienti.

Cosa dicono i medici sugli impianti sottocutanei

Il mondo della scienza invita però alla prudenza.
Secondo il dottor Darien Sutton di ABC News:

«Il mio parere sugli impianti è di procedere con cautela. C’è il rischio di infezioni, infiammazione, formazione di cicatrici e possibili effetti a lungo termine».

Oltre ai rischi clinici, ci sono limitazioni diagnostiche: chi ha chip sottocutanei può incontrare problemi nel sottoporsi a esami come la risonanza magnetica, che diventano difficili o impossibili.

Una magia che diventa monito

La storia di Zi Teng Wang fa sorridere, ma solleva un tema serio:
quanto siamo pronti a integrare la tecnologia nel nostro corpo?
E cosa accade quando l’errore non è nel dispositivo… ma nella memoria umana?

Scritto da: Fina Leocata

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