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Il tramezzino compie 100 anni: un secolo di storia tutta italiana

today9 Gennaio 2026 39

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Nel 2026 il tramezzino celebra un anniversario speciale: cento anni dalla sua nascita. Un simbolo della cucina italiana semplice e immediata, nato quasi per caso a Torino e diventato, nel tempo, uno degli spuntini più amati in tutto il Paese.

Le origini torinesi al Caffè Mulassano

La storia del tramezzino comincia a Torino, all’interno dello storico Caffè Mulassano, affacciato su Piazza Castello. È qui che, negli anni Venti del Novecento, prende forma un’idea destinata a entrare nella tradizione gastronomica italiana.

A idearla fu Angela Demichelis, donna intraprendente che, giovanissima, aveva lasciato il Piemonte per trasferirsi negli Stati Uniti, dove conobbe e sposò Onorino Nebiolo. Insieme lavorarono nella ristorazione prima di rientrare in Italia nel 1925.

L’intuizione che cambiò tutto

Una volta tornati a Torino, i due acquistarono il Caffè Mulassano e introdussero una novità assoluta: la macchina per tostare il pane, importata dall’America. I toast, però, richiedevano tempi lunghi e non conquistarono subito i clienti torinesi.

Fu allora che Angela ebbe l’intuizione decisiva: usare pane morbido non tostato, eliminare la crosta e farcirlo con ingredienti semplici, come burro e acciughe. Un’idea pratica, veloce e sorprendentemente efficace: era nato il tramezzino.

Il nome firmato da Gabriele D’Annunzio

Il successo del nuovo panino crebbe rapidamente, ma a renderlo davvero celebre fu l’incontro con Gabriele D’Annunzio. Di passaggio al Mulassano, il poeta assaggiò il “paninetto ripieno” e ne rimase colpito al punto da inventarne il nome.

Lo chiamò tramezzino, probabilmente ispirandosi alle tramezze o all’idea di uno spuntino perfetto “in mezzo” ai pasti, offrendo così un’alternativa italiana al termine inglese sandwich.

Da Torino a Venezia: la diffusione nazionale

Negli anni successivi il tramezzino superò i confini piemontesi e si diffuse rapidamente in tutta Italia. A Venezia divenne celebre come “el tramesìn”, tanto da essere adottato come simbolo della tradizione gastronomica locale.

Un ruolo chiave lo ebbe Giuseppe Cipriani, che all’iconico Harry’s Bar propose raffinati tramezzini con gamberetti, uova e acciughe, trasformandoli in uno spuntino elegante, perfetto per l’aperitivo.

Un’icona che resiste al tempo

A distanza di un secolo, il tramezzino continua a essere protagonista nei bar italiani: morbido, triangolare, declinabile in infinite farciture. È il simbolo di una cucina capace di unire semplicità, gusto e storia.

Dal Caffè Mulassano ai banconi di tutta Italia, il tramezzino dimostra che anche un’idea nata per caso può diventare un’icona senza tempo.

Scritto da: Fina Leocata

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