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Quattro giorni di junk food possono compromettere la memoria: lo studio

today20 Gennaio 2026

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Bastano pochi giorni di alimentazione a base di junk food per provocare alterazioni nei meccanismi della memoria. È quanto emerge da uno studio condotto dall’University of North Carolina, che ha analizzato l’impatto di una dieta ricca di grassi saturi sul funzionamento del cervello.

Una ricerca che rafforza un concetto sempre più condiviso dalla comunità scientifica: l’alimentazione influisce non solo sul corpo, ma anche sulle capacità cognitive.


Cosa succede al cervello dopo pochi giorni di junk food

Secondo i ricercatori, una dieta ricca di grassi saturi è in grado di modificare rapidamente l’attività dell’ippocampo, l’area del cervello responsabile della memoria e dell’apprendimento.

Nel corso degli esperimenti, condotti su topi, è emerso che dopo soli quattro giorni di alimentazione non sana si verificano cambiamenti significativi nell’attività neuronale.

In particolare, alcuni neuroni inibitori – chiamati interneuroni CCK – reagiscono al cibo spazzatura con una iperattività anomala, probabilmente collegata a un calo dei livelli di glucosio disponibile per il cervello.


Alimentazione e memoria: un legame sempre più chiaro

Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato una stretta correlazione tra dieta e funzioni cognitive. Il junk food, ricco di calorie vuote, zuccheri e grassi, non agirebbe solo sul peso corporeo, ma anche su attenzione, apprendimento e capacità di ricordare.

Gli effetti descritti dallo studio sono definiti “subdoli” perché non immediatamente percepibili, ma potenzialmente in grado di incidere sul funzionamento del cervello nel tempo.


Gli effetti sono reversibili?

La buona notizia è che i ricercatori hanno osservato come il processo sia reversibile. Tornare a una dieta equilibrata consente infatti all’attività neuronale di ristabilirsi.

Secondo gli studiosi, anche pratiche come il digiuno intermittente potrebbero favorire il recupero dell’equilibrio cerebrale e contribuire a migliorare le prestazioni cognitive.


E per l’uomo cosa significa?

Va precisato che lo studio è stato condotto su modelli animali, quindi non è possibile trasferire automaticamente i risultati all’essere umano. Tuttavia, se quattro giorni di junk food sono sufficienti a influenzare il cervello di un animale, è plausibile ipotizzare effetti simili anche nell’uomo.


La salute della memoria inizia dalla tavola

La ricerca conferma che proteggere la salute cognitiva passa anche dalle scelte alimentari quotidiane. Ciò che mangiamo non influisce solo sull’energia o sul metabolismo, ma anche su memoria, concentrazione e capacità di apprendimento.

In definitiva, il vecchio principio resta attuale: mens sana in corpore sano.

Scritto da: Fina Leocata

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