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Esodo dal Sud: giovani laureati in fuga e anziani che li raggiungono

today17 Febbraio 2026 12

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L’esodo dei giovani dal Sud Italia continua a segnare profondamente il Paese. A evidenziarlo è il rapporto “Un Paese, due emigrazioni” pubblicato dalla Svimez, in collaborazione con Save the Children.

Il documento mette in luce un’Italia ancora divisa tra un Centro-Nord più dinamico dal punto di vista occupazionale e un Mezzogiorno che fatica a trattenere competenze e capitale umano.

350mila laureati hanno lasciato il Mezzogiorno

Dal 2002 al 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Sud per trasferirsi al Centro-Nord. Al netto dei rientri, la perdita è di circa 270mila giovani qualificati.

Secondo Svimez, questa mobilità comporta un costo stimato di 6,8 miliardi di euro l’anno, rappresentando un trasferimento strutturale di risorse verso le aree economicamente più forti.

Si parte già per l’università

Il fenomeno non riguarda più solo il dopo-laurea. Sempre più studenti meridionali scelgono di iscriversi direttamente a università del Centro-Nord.

Nell’anno accademico 2024-2025 circa 70mila giovani del Sud studiano in atenei fuori dalla propria area di origine, pari a oltre il 13% del totale, con percentuali ancora più alte nelle discipline scientifiche e tecnologiche.

Le mete più attrattive restano la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Lazio.

Il fenomeno dei “nonni con la valigia”

Accanto alla fuga dei giovani si registra un’altra tendenza: la mobilità degli anziani.

Tra il 2002 e il 2024 gli over residenti formalmente al Sud ma stabilmente presenti al Centro-Nord sono passati da 96mila a oltre 184mila unità. I cosiddetti “nonni con la valigia” seguono figli e nipoti per ricongiungersi alla famiglia.

All’estero stipendi più alti

Non solo migrazione interna: oltre 63mila laureati meridionali under 35 hanno scelto l’estero nello stesso periodo.

A tre anni dal titolo, chi lavora fuori dall’Italia guadagna tra 613 e 650 euro netti in più al mese rispetto a chi resta. Anche tra Nord e Sud persistono differenze retributive significative, con uno scarto medio di circa 375 euro mensili a favore del Nord-Ovest.

Un fenomeno strutturale

L’esodo dei giovani dal Sud non è più episodico ma strutturale. La mobilità anticipata riduce le possibilità di rientro e impoverisce il Mezzogiorno di competenze.

Il report Svimez evidenzia una sfida centrale per il futuro dell’Italia: ridurre il divario territoriale per evitare che il Sud continui a perdere capitale umano e opportunità di sviluppo.

Scritto da: Fina Leocata

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