Curiosità

In Italia esiste il borgo dei giocattoli: il “Paese dei Balocchi” è in Emilia-Romagna

today15 Marzo 2026 6

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C’è un luogo in Italia dove l’infanzia prende forma tra peluche, bambole e giochi di ogni tipo. Si trova in Emilia-Romagna e sembra uscito direttamente da una favola. È Sologno, piccolo borgo della provincia di Reggio Emilia, nel comune di Villa Minozzo, immerso nel verde dell’Appennino tosco-emiliano.

Sologno è ormai conosciuto come il borgo dei giocattoli o il “Paese dei Balocchi”, perché lungo circa un chilometro di percorso si incontrano centinaia di installazioni realizzate con giocattoli riciclati: orsi di peluche, Barbie, macchinine, bambole e pupazzi colorano vicoli, aiuole e spazi all’aperto, superando di gran lunga il numero degli abitanti del paese.

Un’idea nata dal riuso e dalla memoria

L’iniziativa nasce dall’idea di un residente, Roberto Mariani, che ha deciso di non buttare via i peluche e i giochi ormai inutilizzati della figlia. Da quel gesto semplice è partita una vera e propria catena di solidarietà e creatività: altri abitanti hanno iniziato a portare i giocattoli dei propri figli ormai cresciuti, trasformando il borgo in un museo a cielo aperto.

Il progetto, chiamato “La rivincita dei peluche abbandonati”, ha coinvolto progressivamente tutta la comunità. Molti residenti hanno messo a disposizione spazi privati e giardini per ospitare le installazioni, dando vita a un percorso ad anello che oggi attira famiglie, curiosi e turisti.

Un percorso magico per grandi e piccoli

Passeggiando per Sologno si incontrano luoghi tematici come la casa delle bambole, l’aiuola dei Puffi, il ritrovo degli orsi di peluche e persino uno spazio interamente dedicato alle Barbie, dove i bambini possono spostarle e giocarci liberamente. Non è un parco divertimenti come Disneyland, ma un luogo autentico, creativo e capace di risvegliare la fantasia.

Un borgo dove l’età non conta

Sologno è diventato una meta ideale per una gita in famiglia, ma anche per gli adulti che vogliono concedersi un ritorno simbolico all’infanzia. Qui il gioco diventa linguaggio universale, il riuso si trasforma in arte e il tempo sembra rallentare.

In questo piccolo borgo dell’Appennino, l’età è davvero solo un dettaglio.

Scritto da: Fina Leocata

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