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Curriculum scritti con l’AI, aumentano ma convincono sempre meno

today4 Maggio 2026 10

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Sempre più candidati si affidano all’intelligenza artificiale per scrivere il proprio curriculum. Negli ultimi due anni, l’uso di questi strumenti è aumentato sensibilmente, con una crescita stimata intorno al 30%.

CV perfetti… solo in apparenza
A prima vista, i curriculum generati con l’AI sembrano impeccabili. In realtà, presentano spesso gli stessi difetti: frasi simili, uso eccessivo di parole chiave e una struttura troppo standardizzata. Elementi che li rendono facilmente individuabili dai recruiter.

Errori e poca credibilità
Uno dei problemi principali riguarda la qualità. Nonostante il supporto tecnologico, molti CV contengono refusi, errori di impaginazione e un uso scorretto di maiuscole e grassetti.

In alcuni casi, vengono inserite competenze non realmente possedute dal candidato, creando un profilo poco credibile e difficile da sostenere durante il colloquio.

Il limite dell’automatizzazione
L’assenza di una revisione personale è uno degli aspetti più penalizzanti. Senza un intervento umano, il curriculum perde autenticità e diventa impersonale.

I selezionatori sottolineano che CV troppo simili e ridondanti vengono spesso scartati rapidamente, trasformando quello che dovrebbe essere un vantaggio in uno svantaggio.

Conta ancora l’unicità
In un mercato del lavoro competitivo, distinguersi è fondamentale. Circa il 60% dei recruiter preferisce candidature autentiche, capaci di esprimere personalità e percorso reale.

Anche strumenti come i video di presentazione stanno guadagnando spazio, perché permettono di mostrare il lato umano del candidato.

Il colloquio resta centrale
Al di là del curriculum, è il colloquio a fare davvero la differenza. È lì che emergono competenze, capacità e autenticità.

Scritto da: Fina Leocata

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