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Maturità 2026, arriva il nuovo esame: cambia l’orale e il voto in condotta diventa decisivo

today8 Giugno 2026 3

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La Maturità 2026 segna l’inizio di una nuova fase per gli studenti italiani. Le modifiche introdotte dal Ministero dell’Istruzione puntano infatti a valorizzare non soltanto le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico, ma anche il senso di responsabilità, l’autonomia e la partecipazione attiva degli studenti.

Tra le principali novità figurano un colloquio orale completamente rinnovato, il peso maggiore attribuito alla condotta e nuove regole per il conseguimento del diploma.

Oltre mezzo milione di studenti coinvolti

Saranno oltre 527 mila gli studenti chiamati ad affrontare l’esame conclusivo delle scuole superiori.

La prima prova scritta di Italiano si svolgerà il 18 giugno alle ore 8.30 e sarà identica per tutti gli indirizzi di studio. I candidati avranno a disposizione sette tracce tra cui scegliere, suddivise tra analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità.

Il giorno successivo sarà invece la volta della seconda prova scritta, differente in base al percorso scolastico frequentato.

Le materie della seconda prova

Anche quest’anno la seconda prova sarà dedicata alla disciplina caratterizzante di ciascun indirizzo.

Latino per il Liceo Classico, Matematica per lo Scientifico, Scienze Umane per l’omonimo liceo ed Economia Aziendale per alcuni istituti tecnici sono alcune delle materie individuate dal Ministero.

La durata della prova varierà a seconda dell’indirizzo, arrivando in alcuni casi anche a più giornate consecutive.

L’orale diventa il cuore dell’esame

La vera rivoluzione riguarda però il colloquio orale.

Scompare definitivamente il tradizionale spunto iniziale proposto dalla commissione e il candidato dovrà aprire l’esame con una riflessione personale sul proprio percorso scolastico e formativo.

Un modo per valorizzare l’esperienza vissuta durante gli anni delle superiori e mettere in evidenza competenze, crescita personale e capacità di analisi.

Addio alla scena muta

Tra le novità più discusse c’è anche la stretta sulla cosiddetta “scena muta”.

Chi dovesse rifiutarsi volontariamente di sostenere il colloquio o non partecipare attivamente alla prova rischierà infatti la bocciatura.

L’obiettivo della riforma è quello di garantire che ogni studente dimostri concretamente le competenze acquisite durante il proprio percorso di studi.

Quattro materie fisse per il colloquio

Durante l’interrogazione non saranno più previsti collegamenti interdisciplinari liberi.

L’orale si concentrerà su quattro discipline specifiche: Italiano, la materia della seconda prova scritta e altre due materie individuate dal Ministero per ciascun indirizzo scolastico.

Una scelta che punta a rendere più strutturata e omogenea la valutazione finale.

PCTO ed Educazione Civica protagonisti

Il colloquio comprenderà inoltre la presentazione delle attività svolte nei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), l’ex alternanza scuola-lavoro.

Spazio anche all’Educazione Civica, con domande dedicate alla Costituzione, alla cittadinanza attiva, ai diritti e ai temi della sostenibilità ambientale.

L’intera prova durerà indicativamente tra i 40 e i 60 minuti.

Il comportamento pesa sempre di più

Una delle modifiche più significative riguarda il voto in condotta.

Gli studenti con una valutazione inferiore a sei non saranno ammessi all’esame. Chi invece arriverà alla Maturità con il minimo della sufficienza dovrà presentare e discutere un elaborato aggiuntivo sui temi della cittadinanza attiva e della solidarietà.

Inoltre, per ottenere il massimo dei crediti scolastici accumulati nel triennio finale sarà necessario aver conseguito almeno nove in comportamento.

Come viene calcolato il voto finale

La valutazione conclusiva resta espressa in centesimi.

Il punteggio sarà determinato dalla somma dei crediti scolastici e dei risultati ottenuti nelle tre prove d’esame:

  • fino a 40 punti di crediti scolastici;
  • fino a 20 punti per la prima prova scritta;
  • fino a 20 punti per la seconda prova;
  • fino a 20 punti per il colloquio orale.

Cambiano anche i bonus, che passano da cinque a tre punti e saranno assegnabili solo agli studenti che raggiungeranno almeno 90 punti.

Obiettivo diploma e 100 e lode

Per conquistare il massimo riconoscimento servirà un percorso praticamente perfetto: punteggio pieno nelle prove, crediti scolastici elevati e giudizio unanime della commissione.

La nuova Maturità punta così a premiare non soltanto il rendimento scolastico, ma anche la crescita personale degli studenti, rendendo l’esame finale un momento di valutazione più completo e vicino alla realtà del percorso formativo.

Scritto da: Fina Leocata

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