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Ciucci per bambini, allarme sostanze tossiche: trovato Bisfenolo A in tre marchi noti (anche Temu)

today19 Ottobre 2025 7

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Una nuova indagine pubblicata dal Guardian e condotta da un’organizzazione di consumatori ceca ha rivelato la presenza di Bisfenolo A (BPA) in alcuni ciucci per bambini prodotti da Philips Avent, Curaprox e Sophie la Girafe.
Il BPA è una sostanza chimica utilizzata nella produzione di plastiche e resine, nota per i suoi effetti nocivi sul sistema ormonale e per la sua associazione a malattie come cancro, obesità e problemi di sviluppo.

I test hanno evidenziato tracce di Bisfenolo A anche in alcuni ciucci acquistati sulla piattaforma Temu, prodotti dalla cinese Foshan City Saidah Baby Products.

Cos’è il Bisfenolo A e perché è pericoloso

Il Bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica industriale presente in molte plastiche di uso comune.
La sua struttura molecolare imita quella dell’estrogeno, l’ormone femminile, e può interferire con il sistema endocrino anche a dosi molto basse.

Secondo Chloe Topping dell’organizzazione Chem Trust, i rischi associati all’esposizione al BPA includono:

  • cancro al seno e alla prostata,

  • obesità e diabete,

  • malattie cardiache e alterazioni immunitarie,

  • problemi di fertilità e pubertà precoce,

  • effetti sullo sviluppo cerebrale e comportamentale dei bambini.

I neonati e i bambini piccoli sono particolarmente vulnerabili, perché i loro organi sono ancora in fase di sviluppo e più sensibili agli squilibri ormonali.

I risultati dei test: marchi coinvolti e concentrazioni trovate

I ricercatori hanno analizzato 21 ciucci per neonati acquistati in Repubblica Ceca, Slovenia e Ungheria, di cui due provenienti dal sito online Temu.
Per simulare le condizioni reali, ogni prodotto è stato immerso in saliva artificiale a 37°C per 30 minuti, quindi sottoposto ad analisi chimica.

Ecco i risultati principali:

  • Curaprox Baby Grow with Love → 19 µg/kg di BPA (quasi il doppio del limite UE di 10 µg/kg).

  • Sophie la Girafe (gomma naturale) → 3 µg/kg di BPA.

  • Philips Avent Ultra Air → 2 µg/kg di BPA.

  • Temu (Foshan City Saidah Baby Products) → 2 µg/kg di BPA.

Tutti i modelli erano pubblicizzati come “senza BPA” o “in gomma naturale”, ma le analisi hanno dimostrato la presenza, seppur minima, della sostanza.

Le risposte delle aziende

Le aziende coinvolte hanno reagito rapidamente ai risultati dello studio.

Curaden, che produce il marchio Curaprox, ha confermato la presenza del BPA e ha comunicato di aver ritirato i lotti interessati come misura precauzionale:

«Per eccesso di cautela e in linea con il nostro impegno per la qualità, abbiamo ritirato i ciucci coinvolti e offerto rimborsi ai clienti», ha dichiarato un portavoce.

Philips, invece, ha negato la presenza di BPA nei propri prodotti, sostenendo di aver condotto test indipendenti con risultati negativi.

Vulli, azienda francese produttrice di Sophie la Girafe, ha dichiarato di non vendere più ciucci da tempo, anche se sul sito ufficiale compaiono ancora foto di neonati che li utilizzano.

«Tutti i nostri prodotti vengono testati da laboratori accreditati SGS prima della commercializzazione», ha precisato l’azienda.

I rischi per i bambini e i limiti UE

L’Unione Europea stabilisce un limite massimo di 10 microgrammi di BPA per chilogrammo per la migrazione dai succhietti per neonati, ma secondo gli esperti anche concentrazioni più basse possono essere pericolose.

L’esposizione precoce al BPA può causare nei bambini:

  • alterazioni ormonali,

  • riduzione della fertilità futura,

  • pubertà precoce,

  • problemi comportamentali e cognitivi.

Le sostanze che interferiscono con il sistema endocrino possono infatti agire a livelli estremamente bassi, rendendo difficile stabilire una soglia di sicurezza assoluta.

Come proteggere i bambini

Gli esperti raccomandano ai genitori di prestare attenzione all’acquisto di prodotti per la prima infanzia, seguendo alcune regole di sicurezza:

  1. Acquistare solo prodotti certificati CE e testati da marchi affidabili.

  2. Evitare articoli venduti su piattaforme online non specializzate, dove i controlli possono essere meno rigorosi.

  3. Sostituire regolarmente i ciucci, soprattutto se usurati o deformati.

  4. Diffidare delle diciture “senza BPA” non verificate e informarsi sui materiali utilizzati.

Un campanello d’allarme per la sicurezza dei più piccoli

Il caso dei ciucci contaminati da Bisfenolo A solleva un tema cruciale: la necessità di maggiori controlli sui prodotti per bambini e di maggiore trasparenza da parte delle aziende.

Nonostante le rassicurazioni dei produttori, i test dimostrano che anche prodotti etichettati come “sicuri” possono contenere sostanze indesiderate.
Un monito importante per genitori e autorità: la salute dei neonati deve restare sempre al primo posto.

Scritto da: Fina Leocata

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