Curiosità

Perché ci piace tanto il true crime? La spiegazione degli psicologi

today1 Novembre 2025 14

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Negli ultimi anni, il genere true crime è diventato un vero e proprio fenomeno culturale. Serie TV, podcast, documentari e libri che raccontano delitti e misteri reali registrano ascolti record, alimentando una curiosità che, secondo gli esperti, ha radici profonde nella nostra mente.

True crime: una valvola di sfogo per le paure

Guardare storie di crimini efferati non è solo curiosità morbosa: per molti è un modo per esorcizzare le paure più profonde.
Gli psicologi parlano di un meccanismo simile a quello della “catarsi”, già noto ai Greci, che attraverso le tragedie rappresentavano scene violente per liberarsi simbolicamente dalle emozioni negative.

Secondo gli studiosi, seguire un delitto raccontato in un film o in una serie consente di affrontare il pericolo in modo sicuro, di osservare la paura senza viverla realmente. È come un “allenamento emotivo” che ci prepara ad affrontare l’ignoto.

Paura e sopravvivenza: cosa dice la scienza

La paura è un’emozione essenziale per la sopravvivenza. Guardare storie di crimini e omicidi stimola le aree del cervello legate al riconoscimento del pericolo, rafforzando i nostri istinti di autodifesa.
È per questo che, anche se ci spaventa, il true crime ci affascina: il cervello riconosce il rischio, ma allo stesso tempo si sente al sicuro perché il pericolo è solo rappresentato.

Uno studio britannico ha evidenziato come il pubblico più fedele del genere sia composto soprattutto da donne. Secondo gli esperti, questo dipenderebbe da un meccanismo di vigilanza difensiva: in un periodo storico in cui le donne percepiscono maggiormente il rischio, tendono a informarsi e a osservare i segnali di pericolo per sentirsi più preparate.

Curiosità e controllo delle emozioni

Un altro aspetto chiave del successo del true crime è la curiosità: la mente umana cerca di dare senso a ciò che appare inspiegabile.
Raccontare e ascoltare casi reali diventa un modo per razionalizzare l’irrazionale e per comprendere le motivazioni dietro azioni estreme.

Inoltre, per molte persone, seguire storie di crimini può aiutare a regolare l’ansia. In situazioni di stress o paura, guardare un documentario o ascoltare un podcast crime può trasformare l’angoscia in un’emozione controllata e gestibile.

I rischi dell’eccesso e il fenomeno dell’ibristofilia

Non tutto però è positivo. Gli esperti segnalano che un’esposizione eccessiva a contenuti violenti può portare alla desensibilizzazione o, nei casi più estremi, all’idealizzazione dei criminali.
Da qui nasce un termine poco conosciuto ma reale: ibristofilia, ovvero l’attrazione erotica verso chi ha commesso delitti gravi, fino all’omicidio o allo stupro.

È un effetto collaterale raro ma indicativo di quanto la mente umana possa essere influenzata dalle narrazioni di violenza.

Tra paura e curiosità: la verità sta nel mezzo

In definitiva, il successo del true crime è il riflesso di un bisogno antico e universale: capire il male per sentirsi più al sicuro.
Guardare ciò che ci spaventa diventa un modo per riconoscere i nostri limiti, affrontare le paure e, in fondo, sentirci più vivi.

Anche se — come ricordano gli psicologi — ogni tanto, una commedia romantica prima di dormire non guasta.

Scritto da: Fina Leocata

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