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È morto Peppe Vessicchio: l’ultima intervista e i ricordi tra Sanremo, Mozart e Vanoni

today8 Novembre 2025 12

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Il mondo della musica italiana piange Peppe Vessicchio, celebre direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore, amato da generazioni di ascoltatori e volto iconico del Festival di Sanremo.
Aveva 69 anni e fino all’ultimo è rimasto legato al suo primo e grande amore: la musica. Dietro la barba inconfondibile e il sorriso gentile, si nascondeva un uomo colto, ironico e profondamente appassionato, come raccontava spesso nelle sue interviste.

La passione per Mozart e la “musica che fa crescere le piante”

In una delle sue ultime interviste a La Stampa, Peppe Vessicchio aveva raccontato il suo legame con Mozart, nato in modo curioso:
«Lessi che le vacche del Wisconsin producevano l’8% in più di latte se ascoltavano Mozart. Da lì iniziai a studiare le sue partiture, cercando un equilibrio nello sviluppo melodico, una logica geniale che sembrava interagire persino con la natura».

Da questa intuizione nacque l’idea di far ascoltare le sinfonie di Mozart anche alle vigne, con l’obiettivo di migliorare la qualità del vino, e di raccontare poi questa esperienza nel suo libro Bravo Bravissimo.

Le origini e la famiglia

La passione di Vessicchio per la musica affondava le radici nella tradizione napoletana.
«A casa nostra strumenti come il mandolino o la fisarmonica erano come utensili da cucina», diceva. Suo padre, pur non essendo musicista, fu un creativo che lo incoraggiò a seguire la sua strada:
«Se vuoi farmi felice, cerca di esserlo anche tu», gli disse. E da quel momento Vessicchio decise che la musica sarebbe diventata la sua vita.

Gli inizi e il sogno dell’orchestra

Dopo gli studi e le prime esperienze nei club, arrivò la rivelazione:
«Durante uno spettacolo comico, dietro di noi suonava l’orchestra del grande Dino Siani. Capì che quello era il mio posto. Finito lo sketch, corsi a telefonare alla mia futura moglie e le dissi: “È l’ultima volta che faccio questo lavoro”».

Negli anni ’80 iniziò così la sua carriera da direttore d’orchestra, che lo avrebbe portato a collaborare con Gino Paoli, Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Zucchero, Fiorella Mannoia, e tanti altri.

Sanremo e il rapporto con Pippo Baudo

Indimenticabili le sue partecipazioni al Festival di Sanremo, dove Vessicchio vinse quattro edizioni come direttore d’orchestra e ricevette numerosi premi per i suoi arrangiamenti.

Raccontava spesso con ironia il suo rapporto con Pippo Baudo:
«Era esigente e potente. Se un arrangiamento non gli piaceva, si riscriveva tutto fino a notte fonda. Una mattina lo vidi spostare una fioriera davanti al teatro Ariston: si sentiva davvero a casa sua».

L’aneddoto con Ornella Vanoni

Tra i tanti ricordi, spiccava anche un divertente episodio con Ornella Vanoni:
«Durante le prove fermai più volte l’esecuzione. A un certo punto, per scherzo, lei mi lanciò una scarpa! Ma non era diretta a me: scoppiammo tutti a ridere».

Un gesto che racconta la leggerezza e il rispetto reciproco tra due giganti della musica italiana.

Le sue riflessioni sulla musica di oggi

Nell’ultima parte della sua vita, Vessicchio non aveva nascosto la sua preoccupazione per la direzione presa dalla musica contemporanea:
«Oggi ciò che viene prodotto è spesso modesto e ripetitivo. Ma la storia insegna che nei momenti peggiori la musica sa rinascere. Prima però bisogna toccare il fondo».

Parole lucide e amare, ma intrise della fiducia di chi ha sempre creduto nel potere rigenerativo dell’arte.

Scritto da: Fina Leocata

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