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Adolescenti, il miglior amico è ChatGPT: 4 su 10 chiedono consigli di cuore all’Intelligenza Artificiale

today14 Novembre 2025 11

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L’Intelligenza Artificiale sta diventando il nuovo punto di riferimento emotivo degli adolescenti italiani. Secondo la XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio pubblicato da Save the Children, oltre 4 ragazzi su 10 si confidano con ChatGPT o altri strumenti di IA quando si sentono soli, tristi o ansiosi, oppure quando devono affrontare questioni di cuore e scelte importanti.

Un dato che fotografa una generazione in cui adolescenti e intelligenza artificiale sono sempre più legati, spesso in modo preoccupante.

Il 41,8% degli adolescenti chiede aiuto all’IA quando è triste o ansioso

Secondo la ricerca, il 41,8% degli adolescenti utilizza ChatGPT o strumenti simili per ricevere sostegno emotivo nei momenti difficili.
La stessa percentuale, 42,8%, ricorre all’IA per prendere decisioni legate a:

  • relazioni affettive

  • amicizie

  • scuola

  • futuro lavorativo

  • sentimenti e problemi personali

Questi numeri mostrano come l’IA sia percepita come un supporto rapido, disponibile e — soprattutto — non giudicante.

Perché gli adolescenti preferiscono l’IA a un amico reale

Per molti ragazzi, l’IA è un vero amico affidabile:

  • 28,8% apprezza la disponibilità costante

  • 14,5% sottolinea la capacità di comprensione

  • 12,4% ama il fatto che “non giudica”

E non solo: il 58,1% ha affrontato con l’IA temi seri e personali, mentre il 63,5% dichiara di sentirsi più soddisfatto da una conversazione con un chatbot che con una persona reale.

Una tendenza che, secondo Save the Children, deve essere monitorata perché rischia di sostituire forme di supporto emotivo autentiche.

Save the Children: “Ruolo preoccupante di conforto emotivo”

L’allarme arriva da Raffaela Milano, Direttrice del Polo Ricerche di Save the Children, che sottolinea come l’IA stia entrando nella vita dei giovani molto più rapidamente che in quella degli adulti:

“L’Intelligenza Artificiale svolge un ruolo di conforto emotivo in alcuni casi preoccupante. Serve un dialogo intergenerazionale per comprenderne rischi e opportunità e ripensare percorsi educativi e responsabilità”.

L’uso dell’IA come confidente è quindi un fenomeno che non può essere ignorato, soprattutto in un periodo storico in cui adolescenti e intelligenza artificiale si sovrappongono sempre più.

Adolescenti iperconnessi: ansia digitale e cyberbullismo in aumento

Secondo l’Atlante, la vita digitale dei giovani sta gradualmente sostituendo quella reale:

  • 38% dei 15-19enni guarda spesso lo smartphone anche in presenza di amici o parenti

  • 27% prova nervosismo quando non ha il telefono con sé

  • più di 1 su 8 è iperconnesso

  • il 47,1% è stato vittima di cyberbullismo (in crescita rispetto al 2018: 31,1%)

Si tratta di un quadro che evidenzia una crescente dipendenza dagli strumenti digitali e un peggioramento del benessere emotivo.

Il declino delle attività offline: musei, cinema e sport ai minimi

La vita offline degli adolescenti appare sempre più limitata:

  • 1 su 2 non ha visitato musei o mostre nel 2024

  • 21,2% non è mai andato al cinema

  • 46,2% non legge libri al di fuori di quelli scolastici

  • 18,1% non pratica alcuna attività fisica (29,2% nel Mezzogiorno)

La distanza dalla cultura e dallo sport si intreccia con un uso sempre maggiore dell’IA e dello smartphone, contribuendo a un isolamento che spinge sempre più ragazzi verso un “confidente digitale”.

ChatGPT e l’IA stanno diventando un punto di riferimento

I dati di Save the Children rivelano un cambiamento profondo: ChatGPT e l’IA stanno diventando un punto di riferimento emotivo per gli adolescenti, spesso più degli amici reali.
Una tendenza che richiede attenzione, dialogo e nuove politiche educative per garantire un uso consapevole e sano della tecnologia.

Scritto da: Fina Leocata

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