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Ryanair, polemica sulla frase “non serviamo chi indossa tute da maranza”: accuse di discriminazione sui social

today18 Novembre 2025 13

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Ryanair torna al centro delle discussioni social dopo aver pubblicato un post ironico che recita:
«Ci riserviamo il diritto di non servire chi indossa tute da maranza».

Una frase che rientra nella strategia social della compagnia aerea low-cost, nota per i toni provocatori, meme, battute sarcastiche e slogan irriverenti. Tuttavia, questa volta l’ironia non è stata apprezzata da tutti: la reazione del pubblico italiano è stata immediata e divisiva.

Una battuta riuscita male? Per molti è discriminazione

Se espressioni come
«Il tuo bagaglio non è piccolo, è ottimista»
oppure
«Più facile prendere un volo e trasferirsi che fare lo Spid»
fanno parte di un ironico gioco comunicativo ormai riconoscibile, diverso è l’impatto di una frase che riguarda l’aspetto o l’abbigliamento delle persone.

Molti utenti hanno fatto notare come la battuta:

  • attribuisca una connotazione negativa a chi indossa un certo stile

  • prenda di mira una categoria specifica di giovani

  • rischi di sfociare in una doppia discriminazione, sia estetica che etnica

Chi sono i “maranza”? Origine del termine e ambiguità attuali

Il termine maranza nasce a Milano negli anni ’80.
In origine indicava gruppi di ragazzi:

  • con abbigliamento appariscente

  • modi chiassosi

  • atteggiamento da “strada”

  • spesso riconoscibili per tute lucide, catene e look vistosi

Negli ultimi anni, però, il termine ha assunto una nuova sfumatura: viene utilizzato — spesso in maniera impropria — per descrivere ragazzi di origine nordafricana, soprattutto quando in gruppo o vestiti in un certo modo.

È proprio questa evoluzione semantica a rendere la frase di Ryanair più problematica: il rischio è che venga letta come un’allusione razziale.

Le accuse sui social: “Non è più ironia, è esclusione”

Sotto il post di Ryanair non sono mancati commenti critici:

  • «Non potete fare ironia discriminatoria.»

  • «State prendendo di mira un gruppo sociale ben identificabile.»

  • «Da un brand non mi aspetto questo tipo di comunicazione.»

Molti utenti sottolineano come il messaggio, pur nato per far sorridere, possa contribuire a rafforzare stereotipi e a normalizzare atteggiamenti di esclusione verso determinate minoranze.

Una strategia che funziona… ma fino a che punto?

Ryanair da anni utilizza un linguaggio social provocatorio, basato su:

  • meme

  • sarcasmo

  • “finti regolamenti” ironici

  • slogan taglienti

  • autoironia sulla scarsa comodità dei viaggi low cost

Una comunicazione che genera engagement, commenti e condivisioni.
Ma un conto è scherzare su bagagli troppo grandi o cabine piene, un altro è toccare temi socialmente sensibili.

Questa volta il confine dell’ironia sembra essere stato superato.

Tute da maranza

La frase sulle “tute da maranza” si inserisce nella strategia social di Ryanair, ma ha evidenziato quanto sia facile, oggi, che un contenuto ironico degeneri in una polemica su discriminazione e inclusione.

Il dibattito resta aperto: dove si ferma l’umorismo e dove inizia la stigmatizzazione?

Scritto da: Fina Leocata

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