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Conviene riscattare la laurea per anticipare la pensione? Ecco quando è davvero utile

today8 Dicembre 2025 10

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Il tema del riscatto della laurea per andare in pensione prima è tornato centrale nel dibattito previdenziale. Molti lavoratori si chiedono se riscattare gli anni di studio possa davvero anticipare l’uscita dal lavoro, ma la risposta non è uguale per tutti: dipende dall’età, dalla continuità della carriera contributiva e soprattutto dall’anno in cui si è iniziato a lavorare.

Riscatto della laurea: conviene davvero?

Il riscatto degli anni universitari permette, in teoria, di aumentare gli anni di contribuzione e ridurre i tempi di pensionamento.
Tuttavia, la convenienza non è automatica:

  • Dipende dall’età di inizio carriera

  • Dipende dalla continuità dei contributi

  • Dipende dal metodo contributivo applicato

Per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi, il riscatto della laurea può essere utile, ma solo se permette di raggiungere i requisiti per la pensione anticipata contributiva.

Riscatto della laurea e pensione anticipata: il nodo dell’età

La riforma Monti-Fornero stabilisce che si può accedere alla pensione anticipata contributiva tre anni prima, quindi a 64 anni, ma solo a determinate condizioni:

  • servono almeno 20 anni di contributi,

  • l’importo della pensione deve superare 3 volte l’assegno sociale (soglia che salirà a 3,2 volte nel 2030).

Questo significa che:

  • chi ha iniziato a lavorare tardi, ad esempio a 27 anni, ottiene benefici minimi;

  • chi ha iniziato a 30 anni non ottiene vantaggi concreti;

  • chi ha avuto un percorso discontinua può non rientrare nei requisiti.

Per alcuni, quindi, riscattare la laurea comporta una spesa significativa senza un reale anticipo dell’età pensionabile.

Quanto tempo è passato tra laurea e lavoro? Il fattore decisivo

Per capire se il riscatto della laurea conviene davvero, è fondamentale valutare il periodo tra la fine degli studi e l’inizio della carriera lavorativa.

Più questo intervallo è breve, più il riscatto può risultare utile.
Se invece sono passati diversi anni, la convenienza cala drasticamente.

Per avere un orientamento pratico, l’INPS mette a disposizione:

  • un simulatore ufficiale sul proprio sito,

  • sportelli dedicati,

  • la consulenza di patronati, sindacati e professionisti previdenziali.

Affidarsi a questi strumenti è indispensabile per una valutazione corretta.

Un’alternativa: la pace contributiva (solo fino al 2025)

Tra le opzioni possibili c’è anche la pace contributiva, dedicata a chi ha iniziato a versare contributi dal 1996 in poi.

Permette di:

  • coprire i periodi scoperti tra un lavoro e l’altro,

  • pagare un importo proporzionato al proprio reddito,

  • dilazionare tutto in dieci anni.

Attenzione però:
la pace contributiva si può richiedere solo fino al 31 dicembre 2025, poi la misura scadrà.

Riscatto della laurea: sì o no? Una scelta da valutare con attenzione

Il riscatto della laurea non è sempre conveniente.
Può essere utile per:

  • chi ha carriere contributive continue,

  • chi ha iniziato a lavorare poco dopo la laurea,

  • chi vuole centrare i requisiti della pensione anticipata contributiva.

È meno utile o addirittura inutile per:

  • chi ha iniziato a lavorare tardi,

  • chi non raggiunge la soglia minima dell’importo pensionistico,

  • chi ha carriere molto frammentate.

La regola fondamentale è una: non decidere senza simulazioni e consulenza.

Il riscatto può essere un investimento importante, ma solo se realmente efficace.

Scritto da: Fina Leocata

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