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Genitori e geolocalizzazione: oltre la metà controlla i figli anche dopo i 18 anni

today30 Giugno 2026

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Una volta si aspettava una telefonata per sapere se i figli erano arrivati a destinazione. Oggi basta aprire un’app sullo smartphone per conoscere in tempo reale dove si trovano. Una possibilità che molti genitori continuano a utilizzare anche quando i figli sono ormai maggiorenni.

Secondo un sondaggio realizzato dal C.S. Mott Children’s Hospital dell’Università del Michigan, il 52% dei genitori monitora la posizione dei propri figli tra i 18 e i 25 anni attraverso sistemi di geolocalizzazione installati sui dispositivi mobili.

Controllo digitale sempre più diffuso

La pratica è particolarmente comune tra i genitori di ragazzi appena entrati nell’età adulta, soprattutto nella fascia compresa tra i 18 e i 20 anni.

Dall’indagine emerge inoltre che le figlie vengono monitorate più frequentemente rispetto ai figli maschi, segno che molte famiglie percepiscono ancora maggiori rischi per le ragazze.

Perché i genitori scelgono di monitorare i figli

Le motivazioni principali sono legate alla sicurezza.

Il 68% dei genitori dichiara di utilizzare la geolocalizzazione per sentirsi più tranquillo, mentre il 64% la considera utile in caso di emergenze.

Altri la utilizzano per sapere quando contattare i figli, per conoscere i loro spostamenti o semplicemente per avere un quadro più aggiornato delle loro attività quotidiane.

Il controllo è quasi costante

Nella maggior parte dei casi il monitoraggio è permanente.

Il 71% dei genitori mantiene infatti attivo il sistema di localizzazione in modo continuativo, mentre il restante 29% lo utilizza soltanto in situazioni particolari, come uscite notturne, viaggi o incontri con persone poco conosciute.

Il rischio di creare insicurezza

Se da una parte la geolocalizzazione offre una sensazione di protezione, dall’altra potrebbe avere effetti meno positivi sui giovani.

Solo il 23% dei genitori intervistati riconosce infatti che un controllo costante può generare ansia e insicurezza nei figli.

Molti esperti sottolineano che la fiducia rappresenta un elemento fondamentale nel percorso verso l’autonomia. Sapere di essere monitorati continuamente può infatti trasmettere il messaggio che non si è considerati in grado di gestire la propria vita in modo indipendente.

Tra sicurezza e libertà

La tecnologia offre strumenti sempre più avanzati per restare in contatto con i propri cari, ma pone anche nuove domande sul rapporto tra protezione e libertà personale.

Se utilizzata in modo equilibrato, la geolocalizzazione può essere un valido supporto in situazioni particolari. Quando diventa un controllo costante, però, rischia di trasformarsi in un ostacolo alla crescita personale.

La sfida dell’età adulta

Diventare adulti significa imparare a prendere decisioni, affrontare responsabilità e anche commettere errori. È un percorso che richiede fiducia reciproca tra genitori e figli.

Per questo motivo molti psicologi invitano le famiglie a utilizzare questi strumenti con equilibrio, ricordando che la sicurezza è importante, ma lo è altrettanto la possibilità per i giovani di costruire la propria autonomia.

In un mondo sempre connesso, la vera sfida non è sapere sempre dove si trovano i figli, ma aiutarli a diventare persone capaci di orientarsi da sole.

Scritto da: Fina Leocata

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