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Venezia, entrare potrebbe costare 30 euro: la nuova stretta contro i turisti “mordi e fuggi”

today24 Settembre 2026 7

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Trenta euro soltanto per entrare a Venezia e trascorrervi qualche ora. Per una famiglia di quattro persone soggette al contributo significherebbe mettere in conto 120 euro prima ancora di prendere un vaporetto, entrare in un museo o sedersi al ristorante.
È questo lo scenario che potrebbe aprirsi dal 2027 se il Comune decidesse di aumentare drasticamente il contributo di accesso introdotto per contrastare il turismo giornaliero e gestire i periodi di maggiore affollamento.
La tariffa non è stata ancora approvata, ma l’assessore al Bilancio, Tributi e Società partecipate del Comune di Venezia, Michele Zuin, ha confermato che si sta ragionando su un aumento significativo.
Dagli attuali 5-10 euro si potrebbe arrivare fino a 30 euro.
Nel confronto sarebbe stata presa in considerazione anche una cifra ancora più elevata, fino a 50 euro, ma l’ipotesi dei 30 euro appare al momento quella sulla quale si concentra maggiormente l’attenzione.

Cinque o dieci euro non bastano a far cambiare idea ai turisti

Il problema è molto semplice.
Se una persona ha già organizzato il viaggio, raggiunto Venezia e programmato di trascorrere una giornata tra Piazza San Marco, Rialto e le calli della città, difficilmente 5 o 10 euro in più sono sufficienti a convincerla a cambiare destinazione.
Ed è proprio qui che il contributo rischia di perdere parte della sua funzione deterrente.
L’obiettivo dichiarato fin dall’introduzione della misura non è infatti semplicemente quello di far pagare chi arriva a Venezia, ma di contribuire alla gestione dei flussi turistici, incentivando anche una maggiore programmazione delle visite.
Una tariffa di 30 euro cambierebbe decisamente la situazione.

Con 30 euro il turista potrebbe pensarci due volte

Per il singolo visitatore la cifra potrebbe ancora essere considerata accettabile.
Quando però viaggia una famiglia o un gruppo, il conto aumenta rapidamente.
Tre persone significano 90 euro.
Quattro diventano 120.
Cinque arrivano a 150 euro.
A queste cifre devono poi essere aggiunte tutte le altre spese della giornata.
È proprio questo l’effetto ricercato: fare in modo che una parte dei visitatori possa decidere di spostare la visita in un periodo meno affollato, organizzare diversamente il soggiorno oppure scegliere un’altra destinazione.

Nel mirino soprattutto il turismo “mordi e fuggi”

La misura riguarda principalmente chi raggiunge Venezia al mattino, trascorre alcune ore in città e riparte in giornata.
È il cosiddetto turismo mordi e fuggi, considerato uno dei fenomeni più difficili da gestire per una città particolare come Venezia.
Nei giorni di maggiore affluenza decine di migliaia di persone si concentrano negli stessi luoghi e nelle stesse fasce orarie, aumentando la pressione su calli, ponti, trasporto pubblico e servizi.
La situazione è molto diversa per chi decide di pernottare.
I turisti che soggiornano nelle strutture ricettive del territorio comunale sono infatti esentati dal contributo di accesso, anche perché già soggetti all’imposta di soggiorno.

Nel 2026 quasi 680 mila ticket a pagamento

I numeri dell’ultima sperimentazione mostrano quanto sia ormai rilevante il sistema.
Nel 2026 il contributo è stato applicato per 60 giornate non consecutive, dal 3 aprile al 26 luglio, nella fascia compresa tra le 8.30 e le 16.
Secondo i dati provvisori del Comune, sono stati emessi 679.553 voucher a pagamento, con un incasso complessivo di 5.215.035 euro.
Di questi, 316.099 sono stati acquistati alla tariffa di 5 euro prevista per chi prenotava con maggiore anticipo, mentre 363.454 visitatori hanno pagato 10 euro.
Più della metà dei paganti, quindi, ha accettato la tariffa più elevata pur di entrare in città nel giorno scelto.

Il ticket ha davvero ridotto l’overtourism?

È la domanda fondamentale.
Il Comune ha registrato nel 2026 una diminuzione della media giornaliera dei voucher rispetto al primo anno di sperimentazione e una riduzione delle giornate caratterizzate dai picchi più elevati.
Ma la stessa amministrazione invita a leggere i dati con attenzione, perché sull’andamento dei visitatori possono incidere molti altri elementi, dalle condizioni meteorologiche al calendario delle festività.
Il contributo, inoltre, non nasce come un vero numero chiuso.
Non stabilisce cioè che, raggiunta una determinata quantità di visitatori, nessun altro possa entrare.
Serve piuttosto come strumento per conoscere, programmare e cercare di governare i flussi.

Chi deve pagare per entrare a Venezia

Il contributo non riguarda indistintamente chiunque raggiunga la città.
Nel sistema utilizzato nel 2026 erano chiamati a pagare, in linea generale, i visitatori giornalieri con più di 14 anni che entravano nella Città antica durante le giornate e gli orari previsti.
Sono invece previste esclusioni ed esenzioni per numerose categorie, tra cui residenti, lavoratori, studenti e persone che si recano in città per determinate necessità.
Anche chi soggiorna in una struttura ricettiva del territorio comunale non paga il contributo di accesso, pur dovendo rispettare le procedure previste per dimostrare la propria condizione.
Le modalità del 2027 dovranno comunque essere definite con nuovi provvedimenti.

I 30 euro non sono ancora ufficiali

È questo il punto più importante.
Non è stato ancora deciso che nel 2027 entrare a Venezia costerà 30 euro.
Si tratta di una cifra allo studio dell’amministrazione e serviranno le decisioni formali del Comune per conoscere importi, calendario, modalità ed eventuali fasce differenziate.
Potrebbe quindi essere mantenuto anche un sistema capace di premiare chi programma la visita con largo anticipo, come già accaduto con la distinzione tra i 5 e i 10 euro.
Quello che appare chiaro è che Venezia sta valutando di rendere il contributo molto più incisivo.

Venezia cerca una soluzione a un problema mondiale

Il caso della città lagunare viene osservato anche a livello internazionale.
Venezia deve infatti affrontare una contraddizione difficilissima.
Il turismo rappresenta una risorsa economica fondamentale, ma un numero eccessivo di visitatori concentrati negli stessi giorni può compromettere la vivibilità della città e persino l’esperienza degli stessi turisti.
L’obiettivo è quindi trovare un equilibrio tra il diritto di visitare uno dei luoghi più famosi del mondo e quello di chi Venezia la vive ogni giorno.
Finora si è provato con un contributo relativamente contenuto.
Dal 2027 potrebbe arrivare una scelta molto più forte.
Perché tra pagare 5 euro e pagarne 30 la differenza non è soltanto economica.
È abbastanza grande da poter cambiare una decisione.
Ed è esattamente ciò che Venezia vuole scoprire: quanto deve costare una visita giornaliera perché una parte dei turisti decida di rimandarla?

Scritto da: Fina Leocata

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