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Il cervello si rigenera mentre dormiamo: perché il sonno profondo è fondamentale per memoria ed emozioni

today15 Ottobre 2026 7

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Mentre dormiamo, il nostro cervello non smette di lavorare. Al contrario, proprio durante la notte si attivano alcuni dei processi più importanti per la memoria, l’apprendimento e la regolazione delle emozioni. Il sonno, infatti, non serve soltanto a recuperare le energie fisiche, ma permette al sistema nervoso di riorganizzare le informazioni raccolte durante il giorno e di favorire l’eliminazione di determinate sostanze di scarto. Dormire bene rappresenta quindi una necessità fondamentale per la salute cerebrale, con effetti che riguardano sia le capacità cognitive sia il benessere psicologico. A spiegare cosa accade nel nostro cervello durante il riposo è Lino Nobili, responsabile del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Gaslini di Genova, intervistato nel corso di Medicina Top, il programma televisivo dell’agenzia Italpress.

Durante la notte il cervello riorganizza le informazioni

Trascorriamo circa un terzo della nostra esistenza dormendo, un tempo che il cervello utilizza per svolgere funzioni indispensabili. «Un terzo della nostra vita la passiamo dormendo: il sonno è fondamentale per i nostri processi della memoria e per i meccanismi di sviluppo e plasticità cerebrale», spiega Nobili. La plasticità cerebrale è la capacità del sistema nervoso di modificare e rafforzare le connessioni tra i neuroni, adattandosi alle esperienze e alle informazioni che riceviamo. Durante il sonno queste connessioni vengono riorganizzate attraverso processi che contribuiscono all’apprendimento e alla conservazione dei ricordi. Si tratta di meccanismi particolarmente importanti nell’infanzia e nell’adolescenza, quando il cervello è impegnato in una fase intensa di crescita e sviluppo.

Il sonno profondo aiuta a consolidare la memoria

Le diverse fasi del riposo notturno svolgono compiti differenti ma complementari. Durante il sonno profondo, che fa parte del sonno non REM, si verificano attività cerebrali coinvolte nel consolidamento di alcuni tipi di memoria. Anche il sonno REM contribuisce all’elaborazione delle informazioni e delle esperienze emotive. Questo significa che ciò che impariamo durante il giorno può essere rielaborato mentre dormiamo, favorendo la stabilizzazione dei ricordi. Una notte di riposo adeguato può aiutare a migliorare attenzione, concentrazione e capacità di apprendimento, mentre dormire poco o male può rendere più difficile ricordare informazioni e affrontare attività che richiedono lucidità mentale.

Il sistema glinfatico, il meccanismo che ripulisce il cervello

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il sistema glinfatico, una rete di processi che favorisce lo scambio dei liquidi nei tessuti cerebrali e contribuisce alla rimozione delle sostanze prodotte dal metabolismo delle cellule nervose. «Esiste un sistema che si chiama sistema glinfatico, che fa un po’ da spazzino: butta fuori le sostanze tossiche e lavora principalmente nel sonno profondo», sottolinea l’esperto. Il sistema glinfatico è al centro di numerose ricerche scientifiche perché potrebbe rappresentare uno dei meccanismi attraverso cui il cervello mantiene il proprio equilibrio. Gli studi sperimentali suggeriscono che alcune attività di eliminazione delle sostanze di scarto siano favorite dal sonno, anche se il funzionamento preciso di questi processi nell’essere umano è ancora oggetto di studio.

Qual è il legame tra sonno e malattie neurodegenerative

L’interesse degli studiosi per il sistema glinfatico riguarda anche il possibile rapporto tra qualità del sonno e salute neurologica nel lungo periodo. Alcune ricerche hanno analizzato il ruolo del riposo nell’accumulo e nella rimozione di proteine coinvolte in patologie neurodegenerative. Si tratta di un campo di ricerca promettente, ma ancora in evoluzione. Non è stato dimostrato che dormire bene sia sufficiente a prevenire malattie come l’Alzheimer, anche se un riposo regolare rappresenta un fattore importante per il benessere generale del cervello. La salute neurologica dipende infatti dall’interazione di numerosi elementi, tra cui predisposizione individuale, età, condizioni mediche e abitudini di vita.

Le emozioni cambiano quando non dormiamo abbastanza

Chi ha trascorso una notte insonne conosce bene le conseguenze del mancato riposo: irritabilità, nervosismo, difficoltà di concentrazione e maggiore sensibilità allo stress. Il sonno partecipa infatti ai processi attraverso cui il cervello elabora le esperienze emotive e regola le proprie risposte agli stimoli esterni. «Durante la notte abbiamo quindi questo effetto di pulizia sulla memoria e sui processi degenerativi: in più il sistema glinfatico ha un impatto molto positivo sul controllo delle nostre emozioni», afferma Nobili. La regolazione delle emozioni coinvolge diversi circuiti cerebrali e molteplici meccanismi del sonno. Riposare correttamente può contribuire a mantenere un maggiore equilibrio emotivo, aiutandoci ad affrontare con più lucidità le situazioni della vita quotidiana.

Quante ore bisogna dormire per mantenere il cervello in salute

La durata ideale del sonno non è uguale per tutti e cambia soprattutto in relazione all’età. Per la maggior parte degli adulti vengono generalmente raccomandate tra le sette e le nove ore per notte, mentre bambini e adolescenti necessitano di un riposo più lungo. La qualità del sonno, tuttavia, è importante quanto la durata. Risvegli frequenti, difficoltà ad addormentarsi e orari irregolari possono ridurre la sensazione di recupero. Per favorire un riposo soddisfacente è utile mantenere abitudini regolari, limitare caffeina e alcol nelle ore serali, ridurre l’esposizione a luci intense prima di coricarsi e dormire in un ambiente tranquillo. Se i problemi persistono, è consigliabile confrontarsi con un medico.

Dormire bene è un investimento sulla salute

Le spiegazioni dell’esperto dell’ospedale Gaslini evidenziano come il sonno sia una componente essenziale del funzionamento cerebrale. Mentre il corpo riposa, il cervello continua a elaborare informazioni, consolidare apprendimenti e partecipare alla regolazione delle emozioni. Allo stesso tempo, i meccanismi di scambio e smaltimento delle sostanze di scarto contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio dei tessuti nervosi. Proteggere la qualità del sonno significa prendersi cura della memoria, delle capacità cognitive e del benessere psicologico. Un’esigenza biologica che troppo spesso viene sacrificata agli impegni quotidiani, ma che merita la stessa attenzione riservata all’alimentazione e all’attività fisica.

Scritto da: Fina Leocata

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