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Il 2027 sarà l’anno dello “slowxury travel”: il nuovo lusso è avere tempo

today4 Ottobre 2026

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Dimenticate vacanze costruite intorno a hotel sfarzosi, ristoranti stellati e giornate trascorse facendo shopping. Il nuovo lusso è avere tempo. Tempo per scoprire un luogo, conoscere chi ci vive, assaggiare i prodotti del territorio e magari trascorrere qualche ora nella bottega di un artigiano.
È lo “slowxury travel”, una delle tendenze destinate a caratterizzare i viaggi del 2027 e che sembra conquistare soprattutto le nuove generazioni.
Per un giovane su due, infatti, il lusso non coincide più necessariamente con l’ostentazione o con l’acquisto di oggetti costosi. Gen Z e Millennial cercano sempre più spesso esperienze autentiche, destinazioni meno affollate e soprattutto la possibilità di vivere una vacanza senza essere continuamente di corsa.

Cos’è lo slowxury travel

La parola nasce dall’incontro tra “slow” e “luxury” e descrive un modo di viaggiare lentamente senza rinunciare alla qualità.
Non significa quindi scegliere necessariamente una vacanza economica o rinunciare al comfort. Cambia piuttosto il modo in cui si decide di spendere il proprio budget.
Si può risparmiare sul volo, sullo shopping o sul classico ristorante internazionale per concedersi un soggiorno particolare, una degustazione con un produttore, una cena in una casa privata, un laboratorio con un artigiano o qualche giorno in un luogo lontano dalle rotte del turismo di massa.
Secondo una ricerca di WorldHotels, questa nuova interpretazione del lusso coinvolge il 52% della Gen Z e il 47% dei Millennial.

Il turismo lento è un mercato da oltre 100 miliardi

Non si tratta soltanto di una moda. Il mercato globale dello slow travel avrebbe già superato i 106 miliardi di euro e potrebbe raggiungere i 239 miliardi entro il 2033, con una crescita di circa il 125%.
Anche una ricerca di Skyscanner, condotta su 22 mila viaggiatori nel mondo, evidenzia una crescente ricerca di località tranquille e meno conosciute. In Europa l’interesse per il turismo lento sarebbe passato dal 22% al 26%.
A cambiare è soprattutto il concetto di esclusività. Un luogo può essere considerato lussuoso non perché costoso, ma perché autentico, poco affollato e capace di regalare qualcosa che non si può acquistare facilmente: il tempo per sé.

Anche gli italiani riscoprono piccoli borghi e montagna

L’Italia sembra avere tutte le caratteristiche per intercettare questa nuova domanda. Piccoli centri, campagne, montagne, isole, tradizioni gastronomiche e artigianato offrono infatti un patrimonio particolarmente adatto al turismo lento.
Cresce l’interesse per i borghi con meno di cinquemila abitanti, mentre secondo le stime dell’Istituto Demoskopika nel 2026 questo segmento dovrebbe sfiorare gli 80 milioni di presenze, con una permanenza media di 3,7 giorni e una spesa di circa 760 euro per soggiorno.
Sempre più ricercate anche le località di montagna, favorite dalla voglia di natura e tranquillità e, durante l’estate, anche dalla necessità di sfuggire alle temperature sempre più elevate.

Le 10 mete italiane dello slowxury

WorldHotels ha selezionato anche dieci destinazioni italiane particolarmente rappresentative di questo nuovo modo di viaggiare.
Al primo posto c’è San Martino di Castrozza, in Trentino-Alto Adige. Qui il lusso è camminare tra i boschi di larici, osservare l’alba in quota, scoprire la cucina di montagna e vivere le Dolomiti seguendo ritmi decisamente più lenti.
Seconda è Venezia. Può sembrare una scelta sorprendente per una città che combatte quotidianamente con l’overtourism, ma basta allontanarsi dai percorsi più battuti e concedersi più tempo per scoprire una Venezia molto diversa da quella del turismo giornaliero.
Terza Milano, la città dove tutti sembrano correre. Anche qui, però, esiste una dimensione slow: Brera, i Navigli, i parchi urbani e una scena gastronomica che permette di scoprire la città senza necessariamente inseguire le attrazioni una dopo l’altra.
Al quarto posto ci sono le Langhe, in Piemonte. Vigneti, borghi di pietra e cantine storiche trasformano il soggiorno in un’esperienza legata alla terra. Si può partecipare alla vendemmia, degustare tartufi, incontrare i produttori e naturalmente scoprire i grandi vini del territorio.
Quinta Camogli, in Liguria, con le case colorate affacciate sul mare, il porticciolo dei pescatori e i sentieri da percorrere senza fretta ammirando il Golfo.
Al sesto posto troviamo Modena, dove il viaggio passa attraverso cantine, acetaie, casolari e campagne. Tra le esperienze indicate c’è anche il soggiorno in antiche dimore immerse nel verde, lontano dai ritmi delle grandi città.
Settima Firenze. Accanto ai capolavori del Rinascimento c’è infatti un’altra città da vivere lentamente, proseguendo poi verso le colline che circondano il capoluogo toscano, tra natura, storia e piccoli soggiorni di charme.
Ottava è la Valnerina, in Umbria, con abbazie, boschi e borghi di pietra che sembrano sospesi nel tempo.
Al nono posto la Valle d’Itria, in Puglia: Ostuni, trulli, ulivi secolari, masserie, muretti a secco e borghi bianchi diventano lo scenario ideale per chi vuole rallentare.
Chiude la classifica Procida, in Campania. L’isola, Capitale italiana della Cultura nel 2022, conserva ancora una dimensione a misura d’uomo, tra case color pastello, orti, piccoli porti e soggiorni en plein air affacciati sul Golfo di Napoli.

Dalla cena in famiglia al viaggio in treno: le esperienze più cercate

Ma nello slowxury la destinazione da sola non basta. A fare la differenza è ciò che si vive una volta arrivati.
Tra le esperienze più richieste ci sono le cene private con le famiglie del luogo, durante le quali scoprire prodotti e tradizioni, e i corsi di cucina che iniziano magari andando al mercato insieme allo chef per scegliere gli ingredienti.
Molto apprezzate anche le visite alle piccole cantine e ai vigneti insieme ai produttori, così come i laboratori nelle botteghe degli artigiani, dove provare a lavorare ceramica, tessuti, legno, pelle o persino cimentarsi nella liuteria.
Ci sono poi le passeggiate gastronomiche tra mercati, panifici, salumerie e piccoli ristoranti frequentati dagli abitanti, oppure il foraging, cioè la raccolta di erbe, funghi e frutti spontanei insieme a una guida esperta, magari seguita da una cena preparata utilizzando quanto raccolto.

Dormire in una masseria e scoprire un borgo con chi ci vive

Tra le dieci esperienze simbolo dello slowxury troviamo anche il pernottamento in dimore storiche e masserie, abbinato ad attività agricole e alla conoscenza diretta del territorio.
Cambia persino il modo di visitare i borghi. Al posto del classico tour veloce, si preferisce essere accompagnati da un residente, ascoltare storie familiari, entrare nelle botteghe, incontrare gli abitanti e magari accedere a luoghi normalmente esclusi dai grandi circuiti turistici.
Spazio anche al benessere, purché legato al territorio: terme, erbe officinali, massaggi e antichi rituali locali prendono il posto delle esperienze standardizzate offerte indistintamente in ogni parte del mondo.
E cambia persino il mezzo di trasporto. Un treno panoramico può diventare parte della vacanza, perché permette di osservare il paesaggio, fermarsi nei piccoli borghi e trasformare il tragitto in un’esperienza anziché considerarlo semplicemente il tempo necessario per arrivare a destinazione.

Il lusso non si misura più soltanto con il prezzo

È forse questo il cambiamento più interessante dello slowxury travel. Il lusso non scompare, ma cambia significato.
Può essere una stanza affacciata sulle montagne, una cena preparata con prodotti raccolti poche ore prima, una passeggiata senza guardare l’orologio o una conversazione con un artigiano che racconta un mestiere tramandato da generazioni.
Dopo anni trascorsi a correre anche durante le vacanze, fotografando luoghi da cancellare rapidamente dalla lista delle cose da vedere, il turismo sembra quindi riscoprire qualcosa che avevamo dimenticato.
Il vero lusso è il tempo. Ma soprattutto il tempo vissuto bene.

Scritto da: Fina Leocata

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