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Cos’è la runnoressia: la dipendenza da corsa che preoccupa gli esperti

today9 Agosto 2025 18

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Si chiama runnoressia ed è una vera e propria dipendenza psicofisica dalla corsa. Correre fa bene, è risaputo: migliora la forma fisica, abbassa i livelli di stress e rilascia endorfine che ci fanno sentire più felici. Ma quando il jogging diventa ossessione, può trasformarsi in un problema serio.

A differenza della vigoressia, che nasce dall’ossessione per un corpo perfetto, la runnoressia si sviluppa per l’incapacità di rinunciare alla sensazione di benessere prodotta dall’attività fisica. A lanciare l’allarme è il ricercatore Joel Manuel Prieto Andreu dell’Università Internazionale di La Rioja (Spagna).

Chi colpisce la runnoressia e quali sono i segnali

Secondo gli studi, la runnoressia colpisce prevalentemente uomini tra i 35 e i 45 anni, spesso persone che iniziano a correre per sfogare stress, frustrazioni o pressioni personali. La corsa diventa l’unica valvola di sfogo, fino a diventare una dipendenza che compromette famiglia, lavoro e vita sociale.

A differenza di altri disturbi alimentari o di immagine corporea, la runnoressia non è legata al giudizio esterno o ai social, ma è una dipendenza interiore, connessa a meccanismi psicologici e biochimici legati alle endorfine.

I rischi fisici della corsa eccessiva

Correre troppo non è solo un problema mentale. A livello fisico, l’eccesso di allenamento può danneggiare il cuore, i muscoli e lo scheletro. Chi soffre di runnoressia è più esposto a infortuni e patologie come:

  • Tendiniti
  • Fasciti plantari
  • Borsiti
  • Fratture da stress
  • Consumo eccessivo di massa muscolare

Il rischio aumenta quando non si dà il giusto tempo al corpo per recuperare, compromettendo anche il sistema immunitario.

Come prevenire la runnoressia: i consigli degli esperti

Gli specialisti mettono in guardia dall’allenarsi ogni giorno senza pause. Non esiste un programma valido per tutti, ma l’indicazione generale è:

  • Evitare l’attività fisica quotidiana
  • Alternare corsa con sport meno impattanti
  • Dare ascolto ai segnali del corpo
  • Valutare anche l’aspetto psicologico dell’allenamento

Se correre diventa una prigione più che un piacere, è il momento di fermarsi e chiedere aiuto.

Scritto da: Fina Leocata

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