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Raccolta firme per salvare il corsivo: la scrittura verso l’UNESCO

today12 Gennaio 2026 35 1

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Una raccolta firme avviata anche in Italia per candidare la scrittura corsiva a patrimonio immateriale dell’Umanità, con l’obiettivo di tutelare una pratica sempre più a rischio nell’era digitale. L’iniziativa punta al riconoscimento da parte dell’UNESCO e nasce dalla preoccupazione per il progressivo abbandono della scrittura a mano, soprattutto tra i giovani.

Tablet, smartphone e tastiere hanno ridotto l’uso di penna e carta, ma il corsivo non è solo uno strumento di comunicazione: è un tratto identitario e antropologico, perché ogni grafia è unica e irripetibile e contribuisce alla costruzione dell’identità individuale e collettiva.

Un valore educativo e cognitivo

Secondo numerosi studi scientifici, la scrittura manuale nei bambini favorisce lo sviluppo delle abilità cognitive, della memoria e della coordinazione psicomotoria, migliorando l’integrazione tra lettura e scrittura. La sua progressiva scomparsa potrebbe contribuire all’aumento di disturbi specifici dell’apprendimento come disgrafia, dislessia e discalculia, sempre più diffusi nelle nuove generazioni.

Un tempo erano comuni anche i corsi di calligrafia, oggi quasi del tutto scomparsi: una perdita che viene considerata un vero impoverimento culturale.

Tutelare anche la memoria storica

Il progetto guarda anche alla valorizzazione del patrimonio storico e documentale: manoscritti e libri antichi rappresentano una memoria culturale preziosa, che rischia di diventare meno accessibile senza la conoscenza della scrittura manuale.

Per questo la candidatura UNESCO agisce su più fronti: culturale, educativo ed economico, promuovendo un equilibrio tra innovazione tecnologica e tradizione.

Verso una Settimana della Scrittura Manuale

Oltre alla raccolta firme, sostenuta da associazioni e istituti culturali, si discute anche della possibilità di istituire una Settimana della Scrittura Manuale, per riscoprire il piacere di scrivere a mano e trasmetterne il valore alle nuove generazioni.

Il messaggio è chiaro: sì agli strumenti digitali, ma senza abbandonare la bellezza e l’importanza di quelli manuali.

Scritto da: enzosangrigoli

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