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Olio extravergine d’oliva, una molecola naturale potrebbe aiutare a proteggere il cervello dall’invecchiamento

today31 Luglio 2026 3

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L’olio extravergine d’oliva continua a confermarsi uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea e della prevenzione. Oltre ai noti benefici per cuore e sistema cardiovascolare, una nuova ricerca italiana suggerisce che potrebbe avere effetti positivi anche sulla salute del cervello.

Al centro dello studio c’è l’idrossitirosolo, un composto fenolico naturalmente presente nell’olio extravergine, che secondo gli scienziati potrebbe contribuire a proteggere il sistema nervoso dagli effetti dello stress e dell’invecchiamento.

Lo studio condotto da università e centri di ricerca italiani

La ricerca è stata realizzata da un gruppo di studiosi dell’Università degli Studi della Tuscia, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Università Lumsa e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Neurochemistry, derivano da sperimentazioni condotte su modelli animali e aprono nuove prospettive nello studio delle sostanze naturali in grado di proteggere il cervello.

Meno ansia e maggiore capacità di adattarsi allo stress

Durante gli esperimenti i ricercatori hanno osservato che i topi anziani trattati con idrossitirosolo mostravano una riduzione dei comportamenti associati all’ansia dopo l’esposizione a situazioni di forte stress.

Secondo gli autori dello studio, il composto sarebbe in grado di favorire una migliore risposta dell’organismo agli eventi traumatici, limitando gli effetti negativi dello stress cronico sul sistema nervoso.

Stimolata la formazione di nuovi neuroni

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda la neurogenesi, cioè la capacità del cervello di produrre nuovi neuroni.

L’idrossitirosolo avrebbe infatti favorito questo processo nell’ippocampo, un’area cerebrale fondamentale per memoria, apprendimento, gestione delle emozioni e controllo dell’ansia.

Gli studiosi hanno inoltre rilevato una riduzione della neuroinfiammazione, fenomeno considerato uno dei principali fattori coinvolti nel declino cognitivo e nelle malattie neurodegenerative legate all’età.

Il ruolo del microbiota intestinale

La ricerca conferma anche il legame sempre più stretto tra intestino e cervello.

Secondo i risultati ottenuti, l’idrossitirosolo sarebbe in grado di contrastare alcune alterazioni del microbiota intestinale provocate dallo stress.

Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato come l’equilibrio della flora batterica intestinale possa influenzare il funzionamento del sistema nervoso attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello, contribuendo al benessere psicologico e cognitivo.

Cosa significa questa scoperta

Gli autori dello studio sottolineano che i risultati sono promettenti, ma invitano alla prudenza.

Le evidenze disponibili derivano infatti da studi sperimentali su modelli animali e non consentono ancora di affermare che gli stessi benefici si verifichino nell’uomo.

Saranno necessari ulteriori studi clinici per comprendere se l’idrossitirosolo potrà essere utilizzato in futuro nello sviluppo di nuove strategie per prevenire o rallentare i disturbi legati allo stress, all’invecchiamento cerebrale e alle malattie neurodegenerative.

Un motivo in più per valorizzare la dieta mediterranea

Pur senza considerarlo una cura, lo studio aggiunge nuove informazioni sul valore nutrizionale dell’olio extravergine d’oliva, alimento cardine della dieta mediterranea.

Ricco di antiossidanti e composti bioattivi, continua a essere associato a numerosi benefici per la salute. Questa nuova ricerca suggerisce che, oltre a proteggere cuore e metabolismo, alcune delle sue molecole potrebbero in futuro rivelarsi preziose anche per mantenere il cervello in salute durante l’invecchiamento.

Scritto da: Fina Leocata

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