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Visite fiscali Inps, stretta sui controlli per chi è in malattia: cambiano gli orari di reperibilità

today17 Maggio 2026 10

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Arrivano nuove regole per le visite fiscali dei lavoratori in malattia. Con le misure introdotte dall’ultima Legge di Bilancio cambia infatti il sistema dei controlli dell’INPS, con verifiche più frequenti, maggiore digitalizzazione e orari uniformi tra dipendenti pubblici e privati.

L’intervento nasce dopo il continuo aumento dei certificati medici registrato negli ultimi mesi e punta a rafforzare il monitoraggio delle assenze dal lavoro per motivi di salute.

Boom di certificati medici nel 2025

Secondo i dati dell’Osservatorio statistico dell’INPS, nella seconda metà del 2025 sono arrivati circa 14 milioni di certificati di malattia, con un incremento vicino al 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La maggior parte delle comunicazioni riguarda il settore privato, che rappresenta oltre il 75% delle certificazioni complessive.

Per questo motivo il Governo ha deciso di rafforzare i controlli aumentando il numero dei medici fiscali incaricati delle visite domiciliari.

Più visite fiscali e controlli digitali

Nel 2025 sono state effettuate quasi 400mila visite ispettive, in crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente.

Tra le novità più importanti c’è anche l’introduzione di una nuova piattaforma digitale collegata alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati.

Il nuovo sistema permette ai datori di lavoro di richiedere online una visita fiscale in modo più rapido e semplice, trasformando le aziende in soggetti attivi nella gestione delle verifiche.

Cambiano gli orari di reperibilità

La novità più rilevante riguarda però le fasce orarie di reperibilità che da quest’anno diventano uguali per tutti i lavoratori, pubblici e privati.

I nuovi orari validi ogni giorno, festivi compresi, sono:

  • dalle 10 alle 12;
  • dalle 17 alle 19.

Durante queste fasce il lavoratore deve trovarsi al domicilio indicato nel certificato medico per consentire eventuali controlli del medico fiscale.

Quando si può uscire durante la malattia

La normativa chiarisce però che il lavoratore può allontanarsi da casa anche durante gli orari di reperibilità se esistono motivi legati alle cure mediche.

Sono consentite ad esempio:

  • visite specialistiche;
  • terapie;
  • esami diagnostici;
  • accertamenti clinici.

In questi casi è però fondamentale conservare documentazione e certificazioni che possano giustificare l’assenza durante il controllo.

Chi è esonerato dalle visite fiscali

Alcune categorie di lavoratori sono escluse dall’obbligo di reperibilità.

Tra queste rientrano:

  • persone affette da patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • lavoratori con invalidità certificata pari o superiore al 67%;
  • chi è assente per infortunio sul lavoro;
  • chi soffre di malattie professionali.

Anche in questi casi l’INPS mantiene comunque la possibilità di effettuare verifiche documentali o controlli specifici.

Certificato medico e comunicazioni

Non cambiano invece le regole burocratiche.

Il medico curante deve continuare a inviare telematicamente il certificato medico all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia.

Il lavoratore deve invece comunicare il numero di protocollo al datore di lavoro entro 48 ore.

Cosa rischia chi non è reperibile

Chi non viene trovato in casa durante la visita fiscale senza una valida giustificazione rischia sanzioni economiche anche importanti.

Le conseguenze possono includere:

  • perdita dell’indennità di malattia;
  • riduzioni del trattamento economico;
  • provvedimenti disciplinari nei casi più gravi o ripetuti.

Le nuove regole puntano quindi a rendere più efficiente il sistema dei controlli e a uniformare il trattamento tra dipendenti pubblici e privati.

Scritto da: enzosangrigoli

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