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Spritz, il cocktail che racconta l’estate italiana: la storia che in pochi conoscono

today8 Luglio 2026 7

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Oggi è il protagonista indiscusso dell’aperitivo, ma le sue origini risalgono all’Ottocento. Dal Veneto al resto del mondo, ecco come è nato uno dei drink più amati di sempre

C’è un momento della giornata che, soprattutto d’estate, è diventato un vero e proprio rito. I tavolini all’aperto iniziano a riempirsi, il sole cala lentamente all’orizzonte, arrivano gli stuzzichini e nei bicchieri compare quel caratteristico colore arancione che ormai identifica un’icona dell’aperitivo italiano: lo Spritz.

Oggi è uno dei cocktail più ordinati nei bar e nei locali di tutto il mondo, ma pochi conoscono davvero la sua storia. Dietro una ricetta all’apparenza semplice si nascondono oltre due secoli di tradizione, incontri tra culture diverse e una continua evoluzione che ha trasformato una bevanda popolare in un simbolo del Made in Italy.

utto nasce da una semplice “spruzzata”

Le origini dello Spritz risalgono ai primi decenni dell’Ottocento, quando il Veneto faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico.

I soldati e i funzionari austriaci trovavano i vini locali troppo robusti rispetto a quelli ai quali erano abituati. Per renderli più leggeri chiedevano agli osti di aggiungere una spruzzata di acqua naturale o frizzante.

Da quell’abitudine nacque il termine tedesco spritzen, cioè “spruzzare”, da cui deriva il nome Spritz.

All’epoca il cocktail che oggi conosciamo non esisteva ancora: il bicchiere conteneva semplicemente vino bianco e acqua.

La nascita del simbolo dell’aperitivo

Bisogna attendere il Novecento perché lo Spritz inizi ad assumere la sua identità moderna.

Con l’arrivo dei bitter italiani, come Aperol e Select, la ricetta si arricchisce e prende forma quella miscela che oggi identifica l’aperitivo per eccellenza.

La preparazione più conosciuta prevede tre parti di Prosecco, due di Aperol e una di soda, il tutto servito con abbondante ghiaccio e una fetta d’arancia.

Un equilibrio perfetto tra freschezza, bollicine e una leggera nota amarognola che lo rende ideale nelle giornate più calde.

Non esiste un solo Spritz

Anche se l’Aperol Spritz è diventato il più famoso a livello internazionale, gli appassionati sanno bene che esistono numerose varianti.

A Venezia, ad esempio, molti continuano a preferire lo Spritz preparato con Select, storico bitter nato proprio nella città lagunare nel 1920. Più intenso e speziato, viene spesso servito con un’oliva verde al posto della classica fetta d’arancia.

Chi ama sapori più decisi sceglie invece il Campari Spritz, mentre l’Hugo Spritz, preparato con fiori di sambuco, menta e lime, rappresenta una delle alternative più fresche e profumate. Negli ultimi anni, inoltre, molti bartender hanno creato versioni personalizzate utilizzando agrumi locali, liquori artigianali e botaniche del territorio.

Quanto costa oggi uno Spritz?

Con il boom del turismo e l’aumento dei costi delle materie prime, anche il prezzo dello Spritz è cresciuto.

In un locale di qualità, preparato con Prosecco DOC, bitter originale e ingredienti ben dosati, il costo medio oscilla tra i 6 e gli 8 euro. Nelle città d’arte e nelle località turistiche più frequentate il prezzo può facilmente superare i 10 euro.

In molte località siciliane, però, continua a essere possibile gustare uno Spritz accompagnato da un ricco aperitivo a base di prodotti tipici, mantenendo un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Più di un cocktail, un modo di vivere

Il successo dello Spritz non dipende soltanto dal suo sapore.

Rappresenta uno stile di vita fatto di convivialità, chiacchiere tra amici e momenti di relax. È il simbolo di quell’aperitivo all’italiana che negli ultimi anni ha conquistato anche le grandi capitali europee e gli Stati Uniti.

Ogni bicchiere racconta una storia iniziata quasi due secoli fa e che continua ancora oggi, tra tradizione e innovazione.

Perché lo Spritz, prima ancora di essere un cocktail, è un piccolo rito quotidiano che celebra il piacere di stare insieme.

Scritto da: Fina Leocata

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