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Compiti a casa: quando sono troppi e come i genitori possono aiutare i figli

today30 Ottobre 2025 38

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Quante ore dovrebbero dedicare i ragazzi ai compiti a casa? E come dovrebbero comportarsi i genitori: aiutare o lasciare che se la cavino da soli?
A rispondere è la pedagogista Maria Cristina Boccacci, che chiarisce come trovare il giusto equilibrio tra studio, autonomia e tempo libero.

Quante ore servono davvero per studiare

Secondo i dati raccolti da Skuola.net, il 33% degli studenti dedica ai compiti tra due e tre ore al giorno, mentre un altro 12% arriva fino a cinque ore.
Un carico che per molti ragazzi diventa stressante e toglie spazio ad altre attività importanti.

L’esperta raccomanda invece di non superare un’ora e mezza di studio al giorno:

“Dopo la scuola basta un’ora e mezza di lavoro autonomo. Oltre questo tempo, la mente perde concentrazione e la motivazione cala”.

A cosa servono i compiti a casa

Per la pedagogista, i compiti restano fondamentali per lo sviluppo cognitivo:

“Servono a consolidare ciò che si è appreso a scuola e a costruire strategie personali di studio”.

I compiti a casa, spiega, aiutano lo studente a:

  • organizzare il tempo,

  • memorizzare meglio,

  • pianificare il lavoro,

  • gestire la concentrazione.

Ma devono essere proporzionati, chiari e basati su argomenti già affrontati in classe, non su concetti nuovi.

Il ruolo dei genitori: sostenere senza sostituirsi

Il sostegno dei genitori è importante, ma deve essere equilibrato.
Solo il 7% degli studenti delle medie e il 6% delle superiori riceve aiuto costante dai genitori, mentre la maggioranza (72%) affronta da sola i compiti.

“I genitori devono sostenere senza sostituirsi. Il compito a casa è un esercizio di responsabilità”, spiega Boccacci.

La pedagogista suggerisce di evitare due estremi:

  • l’eccessiva ingerenza, che deresponsabilizza,

  • il totale disinteresse, che può generare insicurezza.

Se un figlio non consegna i compiti, la regola è chiara:

“Meglio lasciarlo andare a scuola senza averli fatti. È un modo per imparare dalle conseguenze e sviluppare autonomia”.

Intelligenza artificiale e compiti: un aiuto da gestire

Oggi molti studenti si affidano alla tecnologia.
Il 16% utilizza regolarmente strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT per svolgere i compiti.

Per l’esperta, l’AI può essere un supporto utile solo se usata in modo consapevole:

“Il rischio è che sostituisca la capacità di ragionamento e riduca il pensiero critico. Gli strumenti digitali vanno usati per approfondire, non per copiare”.

Routine, tempo libero e serenità

La parola chiave, secondo Boccacci, è routine.
I compiti dovrebbero essere svolti subito dopo la scuola, quando la mente è ancora attiva.

“Un’ora e mezza di studio è sufficiente. Poi serve tempo libero, quello vero: senza dispositivi, da trascorrere insieme, riscoprendo la semplicità delle relazioni familiari”.

La pedagogista invita i genitori a non riempire le giornate dei figli di impegni e attività:

“La famiglia deve tornare a essere un luogo di dialogo e presenza, non un’agenda piena di appuntamenti”.

Scritto da: Fina Leocata

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