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Come scegliere la scuola superiore: «Il liceo per prestigio può danneggiare i figli.

today14 Gennaio 2026 17

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Con l’avvio delle iscrizioni alla scuola superiore 2026/27, torna la corsa alla scelta “giusta”. Ma attenzione: spingere i ragazzi verso il liceo solo per prestigio è un errore che rischia di spegnere i talenti. A dirlo è la pedagogista Maria Cristina Boccacci, che invita le famiglie a rimettere al centro attitudini reali e benessere degli studenti.

Il mito del liceo come unica via

Secondo i dati, un genitore su due indirizza il figlio al liceo, convinto che sia l’unico “marchio di qualità”. Un retaggio culturale che ignora una realtà diversa: oggi contano le competenze, non l’etichetta. «La pagella non è un binario unico», avverte Boccacci. «Ottimi voti non significano automaticamente Classico o Scientifico».

Genitori sotto pressione (più dei ragazzi)

La scelta delle superiori diventa spesso un esame per mamma e papà. «Non è il secondo tempo della nostra vita», chiarisce l’esperta. Proiettare sogni o tradizioni familiari può creare un corto circuito emotivo: ragazzi brillanti costretti in percorsi che non sentono.

Tecnici e professionali: lavori richiesti e ben pagati

Mentre molti inseguono il liceo, il mercato segnala carenze enormi di tecnici specializzati. «Non sono mestieri di serie B», sottolinea Boccacci. «La tecnologia li ha trasformati in professioni qualificate, spesso meglio retribuite». Inoltre, la normativa consente cambi di indirizzo entro il secondo anno senza esami: nulla è irreversibile.

Open Day: orientamento o vetrina?

Il 71% degli studenti si affida agli Open Day, ma l’allerta è chiara: «Spesso sono vetrine “in tiro”». Il consiglio è verificare dati oggettivi su Scuola in Chiaro, consultando il RAV (risultati Invalsi, continuità dei docenti).

Anche la distanza conta

Scegliere una scuola lontana solo per il nome può penalizzare la socialità. «Le relazioni pomeridiane sono fondamentali per le soft skill e l’autoregolazione emotiva», ricorda l’esperta.

Un patto di realtà

«Serenità, non ansia da prestazione», conclude Boccacci. La scuola non è un trofeo sociale, ma un ambiente in cui il ragazzo deve respirare bene. La vera sicurezza, in un mondo che cambia, è sentirsi nel posto giusto e costruire competenze solide.

Scritto da: Fina Leocata

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