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today19 Febbraio 2026 18

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Il crollo dell’arco di Sant’Andrea segna una ferita profonda per il Salento. La violenta mareggiata che ha colpito la costa adriatica pugliese, accompagnata da forti raffiche di scirocco, ha distrutto uno dei simboli più fotografati del litorale.

L’arco naturale, situato a Torre Sant’Andrea, nel territorio di Melendugno, era conosciuto anche come “arco degli innamorati”. La sua struttura calcarea, già segnata dall’erosione marina, non ha retto alla forza del mare agitato.

Un’icona del turismo salentino cancellata dal mare

Per anni l’arco dei faraglioni di Sant’Andrea è stato uno dei luoghi più suggestivi del Salento. Meta prediletta di coppie e turisti, rappresentava una delle immagini simbolo della costa pugliese.

Il cedimento, avvenuto proprio nel fine settimana di San Valentino, assume un valore simbolico ancora più forte per chi considerava quell’arco un luogo romantico e identitario.

Il fenomeno dell’erosione marina, accentuato dai cambiamenti climatici e dagli eventi meteo estremi, continua a mettere sotto pressione le scogliere calcaree del Sud Italia.

Allarme anche per l’arco di Diomede sul Gargano

Dopo il crollo nel Salento, cresce la preoccupazione per un altro monumento naturale della Puglia: l’arco di Diomede, situato nella Baia delle Zagare, lungo la costa del Gargano.

Secondo quanto segnalato dalla sezione locale di Italia Nostra, il pilone che sostiene l’arco sarebbe sempre più assottigliato. Le criticità erano già state evidenziate nel 2022 durante rilievi tecnici sulla falesia.

Il rischio di un nuovo crollo non è escluso e riapre il dibattito sulla tutela del patrimonio naturale pugliese.

Intervenire o lasciare spazio alla natura?

Il crollo dell’arco di Sant’Andrea solleva una questione delicata: è possibile consolidare strutture rocciose naturali senza alterarne l’equilibrio?

La decisione spetta alle istituzioni, chiamate a valutare eventuali interventi di messa in sicurezza. Non si tratta solo di una scelta tecnica, ma anche culturale e politica, perché quei faraglioni rappresentano un simbolo identitario e turistico per il territorio.

Un patrimonio fragile da preservare

Il crollo dell’arco di Sant’Andrea ricorda quanto sia fragile il patrimonio geologico delle coste italiane. Il Salento e il Gargano custodiscono paesaggi unici, ma esposti alla forza del mare e agli eventi climatici estremi.

Proteggere questi luoghi significa preservare non solo un’attrazione turistica, ma una parte della memoria e dell’identità della Puglia.

Scritto da: Fina Leocata

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