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Fuga dall’Italia: cresce il numero di chi sceglie di vivere e lavorare all’estero

today1 Luglio 2026 2

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L’Italia continua a fare i conti con un fenomeno che da anni preoccupa istituzioni ed economisti: sempre più cittadini decidono di trasferirsi all’estero in cerca di migliori opportunità di lavoro e di carriera.

Secondo il Rendiconto sociale dell’INPS, negli ultimi anni sono stati 141.056 gli italiani emigrati, il valore più elevato registrato nell’ultimo decennio.

Un dato che conferma come il fenomeno della cosiddetta “fuga dei cervelli” sia ancora una realtà.

Giovani in cerca di opportunità

Molti ragazzi, dopo aver completato gli studi universitari, scelgono di lasciare l’Italia per fare esperienza in aziende straniere o per intraprendere un percorso professionale internazionale.

Per molti il trasferimento nasce come una scelta temporanea, ma spesso le migliori prospettive di carriera, gli stipendi più elevati e maggiori possibilità di crescita convincono a restare definitivamente all’estero.

Una perdita importante per il Paese, che vede partire competenze e professionalità nelle quali ha investito per anni.

Più immigrati che emigrati

Il rapporto evidenzia comunque come il saldo migratorio resti positivo.

Nel periodo preso in esame sono arrivati in Italia 247.274 immigrati, mentre gli espatri registrati sono stati 106.218.

Numeri che raccontano un Paese in continuo movimento, anche se l’emigrazione dei giovani qualificati rappresenta una sfida sempre più rilevante.

Aumenta la spesa per le pensioni

Il Rendiconto dell’INPS fotografa anche l’andamento del sistema previdenziale.

Nel 2025 la spesa complessiva per le pensioni ha raggiunto i 325 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente.

Le nuove pensioni liquidate sono state oltre 834 mila, in lieve diminuzione rispetto al 2024 anche per effetto delle modifiche introdotte nelle regole di accesso alla pensione.

Si lavora più a lungo

Prosegue anche l’aumento dell’età media di pensionamento.

Le donne vanno in pensione mediamente a 65,4 anni, mentre gli uomini a 64 anni.

Resta invece significativo il divario economico tra uomini e donne: gli assegni pensionistici femminili risultano mediamente inferiori rispetto a quelli maschili.

Meno richieste per l’Assegno di inclusione

Il rapporto segnala inoltre una diminuzione delle domande accolte per l’Assegno di inclusione e un aumento delle somme recuperate attraverso le attività di recupero crediti dell’INPS, passate da 7 a 9 miliardi di euro in un solo anno.

Un Paese chiamato a trattenere i talenti

I dati del Rendiconto sociale mostrano un’Italia che continua ad affrontare importanti cambiamenti demografici e occupazionali.

Da una parte cresce il numero di giovani che cercano fortuna all’estero, dall’altra aumenta la pressione sul sistema previdenziale a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Una doppia sfida che richiede investimenti nel lavoro, nella ricerca e nelle opportunità professionali, per rendere il Paese più attrattivo e ridurre la fuga di competenze verso l’estero.

Scritto da: Fina Leocata

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