Curiosità

Peluche e cuccioli robot con l’intelligenza artificiale: è boom, ma cresce l’allarme privacy

today13 Agosto 2026 5

Sfondo
share close

Il peluche del futuro non si limita più a stare sul letto: parla, ascolta, risponde alle domande e può persino dare l’impressione di conoscere il carattere del suo piccolo proprietario.

L’intelligenza artificiale sta conquistando anche il mondo dei giocattoli e a trainare il fenomeno sono i cosiddetti pet robot e peluche smart, dispositivi progettati per comportarsi sempre più come veri compagni.

Un settore diventato un grande business: il mercato globale avrebbe già superato i 25 miliardi di euro e le prospettive indicano un’ulteriore forte crescita nei prossimi anni.

Dal Tamagotchi al peluche che conversa

Rispetto ai giocattoli elettronici del passato, il salto tecnologico è enorme. I nuovi modelli non si limitano a pronunciare frasi preregistrate quando viene premuto un pulsante.

Grazie all’intelligenza artificiale possono sostenere conversazioni, rispondere alle domande e adattare progressivamente le proprie reazioni alle interazioni con l’utente.

Tra i nuovi protagonisti di questo mercato ci sono prodotti come iMoochi e Kumma, esempi di una nuova generazione di giocattoli pensati per offrire una sensazione di compagnia.

Alcuni possono raccontare storie, giocare, ricordare informazioni ricevute durante le conversazioni e reagire in maniera apparentemente affettuosa.

Il successo dell’empatia artificiale

Ed è proprio questa capacità di simulare una relazione a rendere questi dispositivi particolarmente interessanti per il mercato.

Un bambino può parlare con il proprio peluche, raccontargli cosa è successo durante la giornata e ricevere immediatamente una risposta. L’intelligenza artificiale può utilizzare un linguaggio rassicurante e mostrare quella che appare come attenzione verso ciò che viene raccontato.

Ma quell’affetto, naturalmente, non esiste: è il risultato di algoritmi progettati per generare risposte credibili.

Ed è qui che nasce uno degli interrogativi più delicati: un bambino è sempre in grado di distinguere l’empatia simulata da una relazione reale?

Il problema delle conversazioni ascoltate

A preoccupare c’è anche la privacy.

Per poter dialogare con chi li utilizza, molti dispositivi hanno bisogno di microfoni, sensori e connessioni attraverso le quali le informazioni possono essere elaborate.

Significa che nelle camerette potrebbe entrare un oggetto capace di ascoltare conversazioni e raccogliere dati potenzialmente molto personali.

Quando si parla di minori, diventa quindi fondamentale conoscere quali informazioni vengono registrate, se vengono inviate a server esterni, quanto tempo vengono conservate e per quali finalità possono essere utilizzate.

Un mercato destinato a crescere

Nonostante gli interrogativi, il successo dei compagni artificiali sembra soltanto all’inizio.

Le stime indicano che nei prossimi anni il mercato potrebbe crescere rapidamente, fino a superare i 76 miliardi di euro nel prossimo decennio.

Il motivo è semplice: l’intelligenza artificiale sta trasformando il giocattolo in qualcosa di completamente diverso. Non più soltanto un oggetto con cui giocare, ma un dispositivo capace di interagire continuamente con chi lo possiede.

Il vecchio orsacchiotto che custodiva in silenzio i segreti dei bambini, insomma, sta cambiando. Quello nuovo continua ad ascoltarli, ma adesso può anche rispondere.

E proprio per questo diventa fondamentale sapere chi, oltre al peluche, potrebbe essere in ascolto.

Scritto da: Fina Leocata

Rate it

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *