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Yoga, uncinetto e tango entrano all’università: così gli atenei aiutano gli studenti a combattere ansia e stress

today28 Luglio 2026

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Studiare per un esame, rispettare le scadenze, mantenere una media alta e affrontare le aspettative della famiglia. La vita universitaria può trasformarsi in una fonte di forte pressione psicologica, tanto che molti atenei italiani stanno ripensando il proprio modo di sostenere gli studenti.

Accanto alle lezioni tradizionali stanno infatti comparendo iniziative dedicate al benessere personale: corsi di yoga, mindfulness, tango, vela, escursioni nella natura e persino laboratori di uncinetto. Attività che hanno un obiettivo comune: ridurre lo stress e favorire una migliore qualità della vita.

Il disagio psicologico cresce tra gli universitari

L’attenzione verso la salute mentale nasce da dati sempre più preoccupanti.

Secondo il progetto Pro-Ben dell’Università Roma Tre, oltre il 43% degli studenti manifesta sintomi d’ansia clinicamente rilevanti. Una condizione che può influire sul rendimento, sulla socialità e sul benessere generale.

Alla pressione degli esami si aggiunge anche il fenomeno delle cosiddette “bugie accademiche”: sempre più giovani raccontano di aver superato esami mai sostenuti o di essere in regola con il percorso universitario per paura del giudizio di familiari e amici.

Le università investono sul benessere

Per rispondere a queste difficoltà, diversi atenei hanno deciso di ampliare la propria offerta con attività che aiutano gli studenti a ritrovare equilibrio.

All’Università della Calabria vengono organizzati corsi di yoga e mindfulness, a Palermo gli studenti possono partecipare ad attività veliche, mentre a Bari il tango diventa uno strumento per favorire socializzazione e movimento.

L’Università di Trento propone invece escursioni e attività outdoor, con l’obiettivo di promuovere il contatto con la natura e contrastare l’isolamento che spesso accompagna la vita universitaria.

L’uncinetto diventa uno strumento contro lo stress

Tra le iniziative più originali c’è quella avviata dall’Università di Milano-Bicocca, dove un gruppo di studenti ha creato un laboratorio dedicato all’uncinetto aperto anche a chi parte da zero.

L’idea nasce dalla crescente attenzione verso la cosiddetta crochet therapy, una pratica che utilizza il lavoro manuale come strumento di rilassamento.

Ripetere gli stessi movimenti con ago e filo aiuta infatti a rallentare il ritmo mentale, favorisce la concentrazione e permette di interrompere, almeno per qualche tempo, il continuo flusso di notifiche e stimoli digitali.

I benefici delle attività manuali

Secondo diversi esperti, dedicarsi ad attività creative può avere effetti positivi sul benessere psicologico.

L’uncinetto stimola memoria, attenzione e coordinazione, mentre il movimento ripetitivo delle mani favorisce una respirazione più lenta e regolare, contribuendo a ridurre la tensione accumulata durante la giornata.

Inoltre, trascorrere del tempo lontano da smartphone e computer può aiutare a migliorare la capacità di concentrazione e a ritrovare un rapporto più equilibrato con la tecnologia.

Un’università sempre più attenta alla persona

L’obiettivo degli atenei non è trasformare gli studenti in esperti di uncinetto o ballerini di tango, ma offrire strumenti concreti per affrontare meglio un periodo della vita spesso caratterizzato da ansia, competitività e forti aspettative.

Il messaggio che arriva dalle università italiane è chiaro: il successo accademico passa anche attraverso il benessere psicologico.

Per questo motivo cresce l’attenzione verso attività che favoriscono socializzazione, creatività e gestione dello stress, nella convinzione che formare professionisti preparati significhi anche aiutare le persone a prendersi cura della propria salute mentale.

Scritto da: Fina Leocata

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