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Caro vita, ecco dove i prezzi sono aumentati di più: oltre 1.100 euro a famiglia nella città al primo posto

today19 Settembre 2026 2

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Quanto ci costa realmente l’inflazione in un anno?

Dire che i prezzi sono aumentati del 2, 3 o 4% permette di comprendere l’andamento generale, ma c’è un dato molto più immediato per le famiglie: quanti euro in più bisogna spendere rispetto a dodici mesi fa?

È proprio partendo da questa domanda che l’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati territoriali sull’inflazione diffusi dall’Istat per agosto 2026.

Il risultato riserva diverse sorprese.

La città nella quale i rincari determinano il maggiore aggravio annuo non è Milano e nemmeno Roma.

È Rimini, dove l’aumento dei prezzi equivale a una maggiore spesa stimata di 1.128 euro all’anno per famiglia.

Rimini davanti a tutti: oltre 94 euro in più al mese

A Rimini l’inflazione tendenziale è del 3,9%.

Non è il valore percentuale più elevato registrato nel Paese, eppure quando l’aumento dei prezzi viene trasformato in maggiore spesa familiare la città romagnola conquista il primo posto.

I 1.128 euro annui equivalgono, dividendo semplicemente la cifra per dodici mesi, a circa 94 euro in più al mese.

Al secondo posto troviamo Bolzano, dove l’inflazione del 3,6% determina un aggravio stimato di 1.094 euro all’anno.

Terza Verona, con prezzi cresciuti del 3,8% e una maggiore spesa di 1.055 euro.

Siracusa entra tra le cinque città più care

Subito fuori dal podio troviamo Pistoia.

Con un’inflazione del 3,7%, l’aumento della spesa raggiunge 1.041 euro all’anno.

Ma la sorpresa arriva dalla Sicilia.

Siracusa è quinta in Italia, con un aggravio stimato di 1.039 euro per famiglia.

Il dato diventa ancora più significativo osservando il tasso d’inflazione: +4,5%, secondo valore più elevato tra le città considerate.

In termini mensili, 1.039 euro corrispondono a circa 87 euro in più.

Dieci città superano i mille euro di rincari

La soglia dei mille euro viene superata da tutte le prime dieci città della graduatoria.

Dopo Rimini, Bolzano, Verona, Pistoia e Siracusa troviamo Udine, con 1.036 euro.

Seguono Lecco con 1.024 euro, Como con 1.019, Terni con 1.018 e Arezzo con 1.013 euro.

La Top 10 è quindi composta da:

  1. Rimini – 1.128 euro
  2. Bolzano – 1.094 euro
  3. Verona – 1.055 euro
  4. Pistoia – 1.041 euro
  5. Siracusa – 1.039 euro
  6. Udine – 1.036 euro
  7. Lecco – 1.024 euro
  8. Como – 1.019 euro
  9. Terni – 1.018 euro
  10. Arezzo – 1.013 euro

Sono città geograficamente molto diverse tra loro, a dimostrazione di come il peso dei rincari non segua semplicemente la tradizionale divisione tra Nord e Sud.

L’inflazione record è a Reggio Calabria, ma non è la città più cara

C’è un dato che può sembrare contraddittorio.

La città con l’inflazione più elevata è Reggio Calabria, con un aumento tendenziale dei prezzi del 4,6%.

Eppure Reggio Calabria non è prima nella classifica della maggiore spesa.

Con un aggravio stimato di 943 euro, occupa infatti il 22° posto.

È proprio questo confronto a spiegare perché la graduatoria dell’Unione Nazionale Consumatori non possa essere letta semplicemente guardando la percentuale d’inflazione.

Milano lontanissima dal podio

E arriviamo a uno dei risultati più curiosi.

Milano è soltanto 38ª.

L’inflazione nel capoluogo lombardo si attesta al 2,9% e l’aumento della spesa viene quantificato in 885 euro annui.

Una cifra comunque superiore alla media italiana di 833 euro, ma lontana dagli oltre 1.100 euro di Rimini.

Attenzione, però: questo non significa che Milano sia diventata una città economica.

La graduatoria misura l’aggravio determinato dall’inflazione, non il costo assoluto della vita o quanto costino complessivamente casa, servizi e consumi in ciascuna città.

Sono due concetti differenti.

Anche Roma resta fuori dalle prime posizioni

La Capitale si trova più avanti di Milano, ma non entra comunque nella parte altissima della graduatoria.

Roma è 19ª, con una maggiore spesa stimata di 944 euro all’anno.

Anche in questo caso il dato descrive l’effetto dei rincari rispetto all’anno precedente e non stabilisce quanto sia costoso vivere complessivamente nella città.

Benevento è la città dove l’aumento pesa meno

Dall’altra parte della classifica troviamo Benevento.

Con un’inflazione del 2,5%, l’aggravio annuo viene stimato in appena 547 euro, il valore più basso tra le città considerate.

Segue Grosseto, dove si registra anche l’inflazione più contenuta d’Italia, pari al 2%, con una maggiore spesa di 563 euro.

Poi troviamo Brindisi, con 574 euro, e Olbia-Tempio, con 615 euro.

Tra le città con gli aumenti meno pesanti compare anche un’altra siciliana: Trapani, con 647 euro.

Siracusa e Trapani: quasi 400 euro di differenza nella stessa regione

Il confronto siciliano è significativo.

A Siracusa una famiglia deve fare i conti con un aggravio stimato di 1.039 euro.

A Trapani ci si ferma a 647.

La distanza è quindi di 392 euro in un anno.

Due città della stessa regione finiscono così in zone quasi opposte della graduatoria nazionale.

Un’ulteriore dimostrazione di quanto l’andamento dei prezzi possa cambiare sensibilmente anche all’interno dello stesso territorio regionale.

Trentino-Alto Adige è la regione dove l’inflazione costa di più

Passando dalle città alle regioni, il primo posto cambia ma rimane nel Nord Italia.

A guidare la classifica è il Trentino-Alto Adige, dove l’inflazione del 3,3% determina una maggiore spesa stimata di 976 euro all’anno.

Segue il Friuli-Venezia Giulia, con 955 euro.

Terzo posto per il Veneto, con 920 euro.

La regione nella quale l’aggravio risulta invece più contenuto è la Basilicata, con 650 euro.

Inflazione e costo della vita non sono la stessa cosa

È una precisazione fondamentale soprattutto davanti a un titolo che parla di “città più care”.

Questa graduatoria non stabilisce dove sia più costoso vivere in termini assoluti.

Misura quanto l’inflazione registrata nell’ultimo anno si traduca in maggiore spesa per una famiglia secondo i criteri utilizzati nell’elaborazione.

Ecco perché una città tradizionalmente costosa come Milano può trovarsi al 38° posto, mentre Rimini arriva prima.

Milano può continuare ad avere prezzi assoluti molto elevati, ma se nell’ultimo anno quei prezzi crescono meno rispetto ad altre città, l’aggravio prodotto dall’inflazione risulta inferiore.

Il conto dell’inflazione arriva direttamente alle famiglie

Ed è probabilmente questo il dato che rende la classifica più comprensibile.

La media nazionale viene quantificata in 833 euro di maggiore spesa annua.

A Rimini si sale a 1.128 euro.

A Siracusa si superano i mille.

A Benevento ci si ferma invece a 547.

Tra la prima e l’ultima città ci sono quindi 581 euro di differenza all’anno.

L’inflazione, insomma, non è soltanto quella percentuale che ascoltiamo nei telegiornali o leggiamo nei rapporti economici.

Diventa qualcosa di molto più concreto quando arriva il momento di fare la spesa, pagare i servizi e affrontare le normali necessità quotidiane.

E la nuova graduatoria mostra soprattutto questo: lo stesso caro-vita non pesa allo stesso modo in tutte le città italiane.

Scritto da: Fina Leocata

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