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Fai colazione ogni mattina? Potresti commettere proprio questo errore senza accorgertene

today22 Settembre 2026 3

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C’è chi non uscirebbe mai di casa senza aver fatto colazione e chi, al contrario, al mattino riesce a bere soltanto un caffè.

Chi dei due sta sbagliando?

Probabilmente nessuno dei due, almeno sulla base del solo orario.

Per anni abbiamo considerato la colazione una specie di appuntamento obbligatorio: sveglia alle 7, colazione alle 7.30 e poi via con la giornata.

Ma secondo Tim Spector, epidemiologo e professore al King’s College London, non esiste necessariamente una ragione per cui tutti debbano mangiare immediatamente dopo essersi svegliati.

Lui stesso ha raccontato nel podcast ZOE di consumare normalmente la propria colazione intorno alle 11.

E questo ci porta alla prima sorpresa.

La colazione non deve necessariamente essere alle 7 del mattino

La parola “colazione” indica semplicemente il momento nel quale interrompiamo il digiuno notturno.

Per qualcuno avviene mezz’ora dopo la sveglia.

Per altri due o tre ore più tardi.

Alcune persone, invece, possono arrivare fino al pranzo senza avvertire particolare necessità di mangiare.

Spector mette quindi in discussione l’idea secondo cui saltare la colazione provocherebbe necessariamente conseguenze negative.

Gli studi che hanno confrontato differenti abitudini non permettono di sostenere una regola così universale.

Ma questo non significa nemmeno che tutti dovrebbero cominciare a digiunare fino a mezzogiorno.

Per qualcuno saltarla può essere una pessima idea

Ed è proprio questo l’aspetto che spesso viene dimenticato.

Le persone non reagiscono tutte nello stesso modo.

C’è chi saltando la colazione arriva a pranzo affamatissimo e finisce per mangiare molto più del necessario.

Chi perde concentrazione.

Chi svolge attività fisica al mattino e preferisce assumere energia prima o dopo l’allenamento.

E chi, semplicemente, si sente meglio facendo un pasto completo poco dopo essersi alzato.

Per altre persone aspettare qualche ora può invece risultare assolutamente naturale.

L’orario della colazione dovrebbe quindi adattarsi alla persona, non il contrario.

Ma c’è un errore che può rovinare una buona occasione

Il problema più interessante arriva quando finalmente decidiamo di mangiare.

Immaginiamo due colazioni.

Nella prima troviamo soprattutto alimenti molto zuccherati e raffinati.

Nella seconda il pasto comprende anche una buona presenza di proteine, fibre e altri nutrienti capaci di contribuire alla sazietà.

Le calorie potrebbero persino essere simili, ma l’esperienza delle ore successive può essere molto differente.

Ed è qui che, secondo Spector, la colazione assume un’importanza particolare.

Al mattino possiamo scegliere meglio di quanto facciamo durante il resto della giornata

Pensiamoci.

A pranzo siamo magari in ufficio, al bar o di corsa.

Nel pomeriggio possiamo trovarci davanti a un distributore automatico.

A cena potremmo uscire con gli amici.

La mattina, invece, molti di noi sono ancora a casa e possono decidere con maggiore libertà che cosa mettere nel piatto.

Per Spector questo rende la colazione un momento interessante non perché sia obbligatoriamente “il pasto più importante della giornata”, ma perché è spesso uno dei pasti maggiormente controllabili.

Ed è un vantaggio che possiamo utilizzare bene oppure male.

Attenzione alla colazione che ci fa venire fame dopo poco

Una colazione costituita quasi esclusivamente da prodotti molto raffinati e ricchi di zuccheri può essere poco saziante.

In base alla persona e alla composizione del pasto, può inoltre provocare una risposta glicemica più rapida.

Spector richiama proprio il rischio di una giornata caratterizzata da picchi e successive discese della glicemia, accompagnati in alcuni casi da variazioni nella percezione dell’energia e della fame.

Questo non significa che dopo un biscotto la glicemia “impazzisca” o che il metabolismo venga danneggiato.

Significa piuttosto che la composizione del pasto può influenzare la nostra risposta nelle ore successive.

Il problema non è il singolo cornetto

Facciamo però attenzione a non trasformare anche la colazione in un esame da superare ogni mattina.

Mangiare un cornetto al bar non compromette improvvisamente la salute.

E mettere un cucchiaino di zucchero nel caffè non determina da solo l’aumento di peso.

Come sempre in nutrizione contano soprattutto abitudini, frequenza, quantità e alimentazione complessiva.

Il ragionamento diventa diverso se ogni giorno la nostra colazione è composta quasi esclusivamente da alimenti molto zuccherati e, dopo un’ora, ci ritroviamo nuovamente affamati.

A quel punto può avere senso modificarne la composizione.

Una colazione più saziante non deve essere complicata

Non è necessario trasformare la cucina in un laboratorio nutrizionale.

A seconda delle preferenze personali, una colazione può includere alimenti come yogurt, frutta, avena, frutta secca, uova o pane integrale, combinati in modi differenti.

L’obiettivo non è eliminare completamente zuccheri o carboidrati.

È costruire, quando possibile, un pasto che non sia composto soltanto da una fonte rapidamente consumabile di energia e che sia coerente con il resto della nostra alimentazione.

E se al mattino non ho proprio fame?

Non è necessariamente un problema.

Se una persona sana si sente bene, segue un’alimentazione adeguata durante il resto della giornata e non ha indicazioni cliniche specifiche, non esiste una regola generale che imponga di mangiare entro un determinato numero di minuti dalla sveglia.

Allo stesso modo, chi ama fare colazione appena alzato non ha motivo di rinunciarvi soltanto perché il digiuno intermittente è diventato popolare.

Il punto centrale è proprio questo: trasformare qualsiasi strategia alimentare in una regola valida per tutti è quasi sempre una cattiva idea.

Il vero errore a colazione potrebbe essere credere che basti farla

Fare colazione non rende automaticamente sana la nostra alimentazione.

Possiamo mangiare alle 7 del mattino e scegliere ogni giorno una combinazione poco saziante e nutrizionalmente povera.

Oppure possiamo mangiare alle 10 e costruire un pasto equilibrato.

L’orario conta all’interno del nostro ritmo quotidiano, ma anche ciò che mangiamo conta.

Per questo forse dovremmo smettere di domandarci soltanto:

“Fai colazione oppure la salti?”

La domanda più interessante potrebbe essere un’altra:

“Quando hai davvero fame al mattino e, quando mangi, cosa scegli?”

Perché la migliore colazione non è necessariamente quella consumata appena suona la sveglia.

È quella che si adatta alle nostre esigenze e si inserisce in un’alimentazione complessivamente equilibrata, senza inseguire regole universali che non esistono.

Scritto da: Fina Leocata

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