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Perché alcune persone ricordano i sogni e altre no? La spiegazione è nel cervello

today6 Ottobre 2026 1

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C’è chi al risveglio riesce a raccontare il sogno della notte nei minimi particolari e chi, invece, non ricorda assolutamente nulla. Immagini, persone e situazioni che fino a pochi istanti prima sembravano reali possono sparire dalla memoria nel giro di pochissimo tempo.

Ma perché accade? La differenza non significa necessariamente che alcune persone sognino e altre no. A cambiare è soprattutto la nostra capacità di conservare il ricordo del sogno dopo il risveglio.

Il momento del risveglio è importante

Una delle spiegazioni riguarda il momento in cui ci svegliamo.

I sogni possono verificarsi durante diverse fasi del sonno, anche se quelli della fase REM tendono spesso a essere particolarmente vividi e articolati.

Svegliarsi mentre si sta sognando, o immediatamente dopo, può aumentare le probabilità di ricordare ciò che stava accadendo. Se invece continuiamo a dormire, quelle informazioni possono andare perdute prima del risveglio definitivo.

Ecco perché capita di svegliarsi durante la notte ricordando perfettamente un sogno e, qualche ora dopo, non riuscire più nemmeno a ricostruirne la trama.

I sogni possono sparire in pochi minuti

Il problema è che il ricordo dei sogni è molto fragile.

Una volta svegli, il cervello viene rapidamente investito dalle informazioni della vita reale: la sveglia che suona, la luce, i rumori, gli impegni della giornata e magari lo smartphone che prendiamo immediatamente in mano.

Se il sogno non viene fissato nella memoria, i suoi dettagli possono scomparire molto velocemente.

Anche per questo alcune persone sono convinte di non sognare mai. In molti casi potrebbero semplicemente non ricordare ciò che hanno sognato.

I risvegli durante la notte possono aiutare il ricordo

Anche i piccoli risvegli notturni possono incidere sulla memoria dei sogni.

Quando ci svegliamo subito dopo aver sognato, il cervello ha una possibilità maggiore di fissare almeno una parte di quelle immagini. Chi dorme senza risvegli percepibili potrebbe invece avere meno occasioni per trasferire l’esperienza del sogno in un ricordo duraturo.

Questo non significa naturalmente che interrompere il sonno sia positivo: dormire bene e in maniera regolare resta fondamentale.

C’entra anche l’interesse che abbiamo per i sogni

Un altro elemento importante è l’attenzione.

Chi è interessato ai propri sogni e appena sveglio prova a ricordarli tende più facilmente a conservarne alcuni particolari. Chi invece si alza immediatamente o comincia subito a pensare ad altro rischia di perdere quelle immagini in pochissimo tempo.

Anche emozioni, stress, qualità del sonno e caratteristiche individuali possono contribuire alle differenze tra una persona e l’altra.

Come ricordare meglio quello che abbiamo sognato

Ricordare i sogni può essere in parte allenato. Uno dei metodi più utilizzati è molto semplice: scrivere ciò che ricordiamo appena svegli.

Non è necessario ricostruire tutta la storia. Basta annotare una frase, un luogo, una persona o persino una singola immagine. Tenere un piccolo diario vicino al letto aiuta a prestare maggiore attenzione all’attività onirica.

Può servire anche evitare di alzarsi immediatamente: rimanere qualche istante fermi e provare a ripercorrere mentalmente quello che stavamo sognando può aiutare a recuperare dettagli che altrimenti rischierebbero di scomparire.

Quindi, se al mattino non ricordate mai i vostri sogni, non significa necessariamente che durante la notte non abbiate sognato.

Il vostro cervello potrebbe aver semplicemente deciso di non conservare il ricordo abbastanza a lungo da permettervi di raccontarlo a colazione.

Scritto da: Fina Leocata

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