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Tredicesima 2025, stop a bonus e detassazione: la gratifica natalizia resta uguale allo scorso anno

today16 Ottobre 2025 8

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Per milioni di lavoratori e pensionati italiani, la tredicesima 2025 sarà uguale a quella dello scorso anno. Nessun bonus, nessuno sconto fiscale e una tassazione piena. Nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles e nella manovra economica 2025 approvata dal Consiglio dei ministri, non c’è infatti traccia di alcuna misura di alleggerimento.

Le ipotesi di una detassazione o di un bonus speciale di fine anno, ventilate nei mesi scorsi, sono state accantonate per motivi di bilancio.

Le ipotesi iniziali: esenzione o aliquota ridotta

Fino a poche settimane fa si parlava di due possibili misure:

  • un’esenzione totale dell’Irpef sulla tredicesima, oppure

  • una tassazione agevolata al 10%.

Le simulazioni indicavano aumenti significativi: un lavoratore con reddito lordo annuo di 30 mila euro avrebbe potuto ottenere circa 500 euro netti in più in caso di esenzione completa, e circa 270 euro con la tassazione ridotta. Per chi guadagna 50 mila euro, il vantaggio sarebbe potuto arrivare anche a 1.000 euro.

Ma l’intervento avrebbe avuto un costo troppo alto per lo Stato: circa 15 miliardi di euro, una cifra incompatibile con una manovra da 18 miliardi, già impegnata su sanità, Irpef e sostegni alle famiglie.

Perché il governo ha deciso lo stop

Secondo fonti del Ministero dell’Economia, la detassazione della tredicesima avrebbe comportato un calo di gettito incompatibile con gli impegni presi con l’Unione Europea in materia di debito pubblico.

Il ministro Giancarlo Giorgetti ha ribadito che non ci saranno misure “spot” prive di copertura finanziaria, preferendo destinare le risorse a interventi strutturali.
La decisione ha però generato malumori nella maggioranza, soprattutto in Forza Italia, che aveva sostenuto la misura. Il vicepremier Antonio Tajani ha parlato di “occasione solo rimandata”, promettendo di riproporla nel 2026.

Addio anche al bonus da 100 euro

Scompare anche il bonus una tantum da 100 euro destinato ai lavoratori con figli a carico e redditi fino a 28 mila euro, introdotto nel 2024. La misura non è stata rifinanziata e quindi non verrà erogata a dicembre 2025.

Cosa cambia (e cosa no) in busta paga

La tredicesima 2025 continuerà a essere calcolata come una mensilità aggiuntiva pari alla retribuzione lorda divisa per dodici. Restano invariate le aliquote e le trattenute:

  • Contributi previdenziali: 9,19%

  • Irpef: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre i 50.000 euro

Sulla tredicesima non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi familiari, poiché già conteggiate durante l’anno. Per questo motivo l’importo netto risulta più basso rispetto alle altre mensilità.

Un lavoratore con stipendio mensile di 1.700 euro netti riceverà a dicembre circa 1.400 euro di tredicesima, la stessa cifra dell’anno precedente.

Cosa potrebbe ancora cambiare

L’unica possibilità di novità passa ora per la discussione parlamentare della manovra finanziaria, dove potrebbero essere presentati emendamenti su straordinari o premi di produttività. Tuttavia, al momento nessuna misura riguarda direttamente la tredicesima.

Scritto da: Fina Leocata

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