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Perché i buoni propositi di gennaio ci stancano subito

today9 Gennaio 2026 5

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Con l’inizio del nuovo anno tornano puntuali i buoni propositi. A gennaio si scrivono liste di obiettivi e cambiamenti: chi vuole mettersi a dieta, chi sogna un nuovo lavoro, chi punta a sistemare una relazione o a iniziarne una nuova. Ma questa corsa al miglioramento non sempre produce benessere.

Quando gli obiettivi diventano una pressione

Creare troppe aspettative può avere un effetto controproducente. Prima ancora di iniziare, molte persone si sentono già “in difetto” per ciò che non hanno ancora raggiunto. Questo senso di mancanza genera frustrazione e stress, invece di motivazione.

Gennaio e la stanchezza mentale da prestazione

Il nuovo anno viene spesso vissuto come una prova da superare: bisogna fare di più, essere migliori, recuperare terreno. Così gennaio si trasforma nel mese della performance, dove ogni giorno sembra dover essere produttivo. Il risultato? Entusiasmo che svanisce in fretta e senso di stanchezza precoce.

Il Niksen: la filosofia del non fare nulla

Per contrastare questa mentalità iper-performante, nei Paesi Bassi si è diffusa la filosofia del Niksen, che invita a rivalutare il valore del “non fare nulla”. Non significa pigrizia, ma un diverso modo di rapportarsi al tempo, soprattutto in periodi di transizione come l’inizio dell’anno.

Rallentare per ritrovare equilibrio

Il Niksen suggerisce di concedersi momenti privi di scopo, senza l’ossessione dell’efficienza. È uno spazio mentale che permette di fermarsi, ricaricare le energie e vivere il presente senza dover per forza arrivare a un risultato.

Essere prima di fare

Fermarsi non significa rinunciare alla crescita personale. Al contrario, può aiutare a ritrovare lucidità e serenità. Forse il miglior proposito di gennaio non è aggiungere nuovi obiettivi, ma imparare ad ascoltarsi di più e a rallentare.

Scritto da: Fina Leocata

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